Attenzione
Lo soccorre e lui lo aggredisce: paura al bar
Grosseto, un ragazzo si è sentito male mentre era nella caffetteria. Appena si è ripreso ha morso il proprietario e lo ha picchiato
GROSSETO. Magrissimo, con lo sguardo perso chissà dove. Si è alzato due volte per andare in bagno, poi si è rimesso seduto al tavolino, finché le sue gambe hanno cominciato a tremare e lui è caduto per terra, sbattendo la testa. È rimasto steso, sembrava che anche il suo respiro fosse scomparso, risucchiato in un buco nero del quale nessuno poteva conoscere l’origine.
Valter Chelini era dietro al bancone del suo bar. In pochi attimi è arrivato sopra al ragazzo e lo ha messo in posizione di sicurezza. «L’ho visto cadere a terra intirizzito - racconta - Ho seguito il corso di primo soccorso e so cosa fare in queste circostanze. Mi sono avvicinato subito per rianimarlo: ero pronto a fargli il massaggio cardiaco ma mi sono accorto che il polso c’era e che respirava». Valter lo ha messo supino e ha cominciato a parlargli, ma in quel momento gli occhi del ragazzo si sono aperti all’improvviso e lui è diventato una furia.
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«Si è alzato e mi ha aggredito - spiega - ha tentato di afferrare una sedia per lanciarmela dietro». I segni delle botte sono ancora ben visibili sulle braccia dell’uomo: la dentatura del ragazzo gli ha lasciato la ferita di un morso, poi altri graffi. «Non riuscivo a farlo smettere - dice - Continuavo a dirgli che gli ero amico, che lo avevo appena soccorso ma era come se non mi sentisse».
La furia cieca del giovane, un ragazzo di nemmeno trent’anni di origini nordafricane, si è scatenata all’improvviso, poco prima delle 15 alla Caffetteria Oberdan. Nel bar c’erano alcuni clienti: uno di loro, quando ha visto il ragazzo steso per terra ha chiamato il 118. Quando è arrivata l’automedica però, il giovane era già scappato. «Sono riuscito a fermarlo - racconta il proprietario del bar - e ad accompagnarlo fuori. È scappato subito». Lo stesso cliente che aveva chiamato l’ambulanza, quando ha visto che il giovane stava aggredendo il titolare della Caffetteria, ha chiesto l’intervento delle volanti, ma quando gli agenti della polizia sono arrivati in via Oberdan, il ragazzo era già scomparso ed è cominciata subito la caccia all’aggressore. Il proprietario del bar ieri pomeriggio era dietro al bancone. «Di solito il pomeriggio qui c’è mia figlia - dice - che ha solo 22 anni. Per fortuna non è potuta venire e così l’ho sostituita io. Se si fosse trovata lei faccia a faccia con quel ragazzo, sarebbe stata in pericolo. Era difficile fermarlo, era come se all’improvviso fosse impazzito».
Chelini e gli uomini delle volanti hanno anche ispezionato il bagno del locale per vedere se fosse stato lasciato qualcosa dal giovane che potrebbe aver avuto quella reazione in seguito a un’overdose. Prima si è sentito male, finendo per terra sdraiato, poi, una volta riaperti gli occhi, ha dato in escandescenze.
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