Sicurezza
«La nostra pista ciclabile rispetta tutte le regole»
Sul percorso dalla stazione al Casalone sindaco e assessore rispondono a Tesei «La soluzione prospettata dall’architetto risulta non a norma e pericolosa»
«Il progetto per la realizzazione del percorso pedonale e ciclabile dalla stazione al Casalone è frutto del lavoro degli uffici comunali e rispetta le normative vigenti in materia, ponendo attenzione nel mantenere le alberature preesistenti, rispettando le norme e il buon senso, ma soprattutto garantendo le condizioni di sicurezza».
Senza alzare i toni, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore Riccardo Megale, rispondono così (senza citarlo) all’architetto Giancarlo Tesei, segretario del circolo Centro del Pd, che nei giorni scorsi aveva avanzato critiche all’amministrazione. Tesei era intervenuto per smentire alcune affermazioni del primo cittadino tese a giustificare i tagli o la permanenza degli alberi. «Considerazioni non vere – aveva detto Tesei - che nascono da superficialità, una difesa che mira più all’apparenza che alla sostanza, cose inesatte con spese più alte». Tesei aveva parlato (facendo degli esempi) di deroghe sulla larghezza.
«Eventuali deroghe sulla larghezza del percorso – replicano Megale e Vivarelli Colonna - vanno sempre considerate in maniera attenta, da applicare solo per brevi tratti, dove non è possibile procedere altrimenti e sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza; appare quindi del tutto evidente che la deroga “generalizzata” alla larghezza della pista ipotizzata nell’intervento dell’architetto Tesei (pista larga 1,30) non può essere applicata per l’intero tratto di via Mameli; anche perché sono proprio gli appassionati e i professionisti del mondo della due ruote a chiedere al Comune piste ciclabili ampie, anche più ampie dei parametri minimi previsti per legge. Questo per consentire massima fruibilità. Basti pensare alle indicazioni che ci arrivano dalla Fiab, con cui come ente ci rapportiamo in maniera continuativa e proficua».
Sulla questione dei tagli di fronte al negozio Fotonova il Comune fornisce la sua versione dei fatti. «Quel tratto iniziale non ha le stesse caratteristiche del resto di via Mameli. Il marciapiede, infatti, ha larghezza maggiore di circa un metro rispetto alla rimanente parte della via, consentendo così il mantenimento delle 5 alberature di acero campestre preesistenti».
Nel resto della pista lasciare gli alberi, secondo Megale e Vivarelli Colonna, non era possibile: «La soluzione prospettata, con accattivanti immagini realizzate per l’occasione, nella realtà risulta non a norma, non idonea, ma soprattutto pericolosa, perché non viene lasciato alcun franco con il rischio di colpire nel passaggio i tronchi degli alberi o i pali della luce con il manubrio delle biciclette. Inoltre, va da sé che in presenza degli alberi, come nella soluzione dell’architetto Tesei, è opportuno mantenere un’idonea area di terra, cosa che rappresenterebbe un’ulteriore potenziale situazione di pericolo per il passaggio delle biciclette». Il Comune, lo ricordiamo, ha tagliato gli alberi nel percorso ciclabile su viale Sonnino (di fronte alla ex Gil) e su viale Mameli, nel tratto compreso tra la stazione ferroviaria e via Matteotti. «In questo modo è aumentata la visibilità e abbiamo eliminato gli ostacoli presenti, che avrebbero rappresentato anche possibili punti di conflitto con i veicoli che si trovano a transitare sulla via». Considerazione finale del sindaco e dell’assessore: «Nessun progettista accorto si assumerebbe mai la responsabilità amministrativa, civile e penale, di progettare e realizzare un percorso ciclabile quale quello prospettato dall’architetto Tesei». —
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