Il Tirreno

Grosseto

è mancato il numero legale 

La commissione è saltata «Non c’era il tempo per capire»

Gabriele Baldanzi
La commissione è saltata «Non c’era il tempo per capire»

Lavori pubblici, la minoranza ha abbandonato la riunione indetta per venerdì «Eppure Pacella si era impegnato per convocazioni con congruo anticipo»

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Il consiglio comunale di domani ha avuto un prologo burrascoso in quarta commissione, dove si discute di lavori pubblici e urbanistica. In pratica, venerdì, la riunione della commissione non si è svolta per la mancanza del numero legale. La maggioranza, già priva di due elementi (Andrea Pieroni e il deputato Mario Lolini), ha dovuto prendere atto dell’assenza di Francesca Pepi (Maremma Migliore), delle uscite di cinque consiglieri di opposizione (i dem Lorenzo Mascagni e Ciro Cirillo, Marilena Del Santo, il civico Rinaldo Carlicchi e Antonella Pisani del Movimento 5 Stelle) e, in ultimo, della defezione (decisiva e volontaria) di Gino Tornusciolo (Casa Pound).

A reggere il moccolo sono rimasti così quattro membri su tredici: Bruno Ceccherini, Renato Algeri, l’onorevole Elisabetta Ripani e Alfiero Pieraccini. Uno in meno di quanti ne prevede il regolamento che disciplina le attività delle commissioni. La seduta è saltata. Non è la prima volta che succede, certo, ma è il modo in cui è successo che lascerà strascichi. La protesta della minoranza nasce infatti per la tempistica - molto ridotta - con cui si chiedeva ai commissari di esaminare la documentazione (cinque punti all’ordine del giorno, tra cui il piano triennale delle opere pubbliche) e poi presentare eventuali emendamenti. La commissione, convocata via pec il 29 gennaio (alle 13) per il 1 febbraio (alle 9), obbligava i consiglieri a presentare istanze e osservazioni entro le 9 di ieri (sabato 2 febbraio), cioè neppure 24 ore dopo la riunione e le rituali spiegazioni dei punti all’ordine del giorno. I rappresentanti dell’opposizione hanno lasciato la commissione dopo che il vicepresidente Alfiero Pieraccini (che sostituiva il presidente assente Pieroni) aveva respinto la proposta di affrontare gli argomenti solo in commissione, evitando di trattarli nel consiglio comunale di domani. Ieri, a bocce ferme, Carlicchi e compagni hanno commentato l’accaduto: «Esattamente due anni fa il presidente del consiglio Claudio Pacella si impegnò con noi invitando i dirigenti a predisporre gli atti per tempo e convocare le commissioni con il giusto anticipo rispetto alle date del consiglio, chiamato poi a deliberare quegli stessi punti. Tempi utili a consentire approfondimenti e dibattiti, anche fuori dal municipio. Ecco, di nuovo non è accaduto…».

«Convocare una commissione il venerdì mattina, per discutere progetti che andranno votati il lunedì in consiglio – commenta Leonardo Culicchi (Pd) - è qualcosa che sta in bilico tra la mancanza di rispetto e il disprezzo per la democrazia. Stabilire che si può emendare entro le 9 del sabato, con gli uffici preposti a supportare i consiglieri chiusi il venerdì pomeriggio, rende impossibile ogni azione. Non è la prima volta che accade. Per questo l’opposizione è uscita. Faccio presente che Lolini non c’era e che i prossimi lavori pubblici in città sono stati decisi così…» —

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