La manifestazione
Cyberbulli e giovani, workshop a scuola con la polizia postale
ROCCASTRADA. Il “Safer internet day” si sta avvicinando e quest’anno, la polizia postale e delle comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha organizzato per martedì un workshop sul tema del cyberbullismo alla scuola secondaria di primo grado di Roccastrada.
Si tratterà di un’edizione speciale del progetto “Una vita da social” che prevede workshop e dibattiti in contemporanea nelle scuole di cento capoluoghi. La postale incontrerà oltre 60mila ragazzi con lo slogan “insieme per un Internet migliore”.
L’obiettivo delle attività di prevenzione/informazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri, stimolando i ragazzi a costruire relazioni positive e significative con i propri coetanei anche nella sfera virtuale. La sensibilizzazione sui temi della sicurezza e dell’uso responsabile della rete è un impegno quotidiano della postale e la collaborazione con il Miur è determinante.
Iniziative come la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Internet ormai celebrata in oltre 100 paesi – sono di grande importanza perché aiutano a portare la sicurezza della rete all’attenzione di un grande numero di utenti, soprattutto adulti, che sono oggi nel nostro paese quelli meno consapevoli dell’importanza di educare i minori ad un uso sicuro e responsabile della rete.
«La straordinaria e continua evoluzione digitale offre quotidianamente nuove opportunità alle giovani generazioni, per coloro che sanno coglierle e consapevolmente le utilizzano – spiega Giorgio Bacilieri, dirigente del compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Toscana – La tutela dei minori in rete richiede l’impegno delle famiglie, della scuola e delle istituzioni che devono lavorare per contrastare il cyberbullismo, l’adescamento e gli altri pericoli». —
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