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Barbanella, caos incroci e strisce pedonali al buio

Parcheggio selvaggio in via Rovetta (Foto Bf)
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Parcheggio selvaggio in via Rovetta (Foto Bf)

I residenti del rione chiedono più sicurezza: ecco le proposte per migliorare la viabilità che hanno illustrato ai giornalisti della redazione di Grosseto

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GROSSETO. Una cosa è certa: secondo i barbanellini ci sarebbe da mettere mano alla viabilità del loro grande quartiere: dagli attraversamenti pedonali non sufficientemente illuminati (ma perché il dispositivo luminoso è guasto) agli incroci-trappola per gli automobilisti. Di idee su dove e come intervenire i barbanellini ne hanno: e, ieri mattina al Bar degli Artisti 20&7 di via Giusti, dove si è svolta la prima tappa 2019 di Caffè Tirreno, le hanno illustrate ai giornalisti della redazione di Grosseto.


sos ciclisti
Il veterano di Barbanella, Roberto Carri, 92 anni portati alla grande, si muove in bicicletta e si fa portavoce delle esigenze di chi si sposta sulle due ruote leggere: «Ho rischiato di prendere una multa da 36 euro – dice – perché pedalavo con la bicicletta sul marciapiede. L’agente della municipale che mi ha fermato aveva ragione. Ma allora – propone Carri – bisogna impedire che le auto sostino in corrispondenza delle isole salvagente, dove la carreggiata si restringe. Per i ciclisti diventa pericolosissimo: io tempo fa ho passato tre giorni in ospedale per un automobilista che all’improvviso ha aperto la portiera e mi ha scaraventato a terra».

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incrocio pericoloso
Secondo Enrico Malentacchi, la viabilità è da rivedere all’incrocio tra via Sauro, via Verga e via Populonia, dove le strade sono a senso unico e costringono le auto a fare un giro vizioso. Esempio: «Chi abita in via Monti, strada che si apre sulla sinistra di via Sauro, se vuol andare a comprare il giornale all’edicola in via Sauro o meglio ancora a fare la spesa in via Giusti, deve percorrere tutta via Monti “a elle”, quindi risbucare in via Verga e solo a quel punto può tornare in via Sauro, percorrerla dritto finché non può svoltare a destra in via Ansedonia, dopo la chiesa. A quel punto gira in via Fabio Massimo e può sbucare in via Giusti per fare la spesa...». Chi non conosce questa zona, leggendo si perderà; ma provare per credere. La distanza in linea d’aria che corre da (ipotesi) via Monti a via Giusti è di poche centinaia di metri, che di fatto diventa forse qualche km se percorsa in auto, per i sensi unici che costringono a un’assurda gimkana. Gli abitanti stanno pensando di avviare una raccolta firme. «Noi proponiamo un cambio di direzione in via Populonia, o un doppio senso di marcia in un piccolo tratto che si apre sulla destra di via Verga», guardando via Sauro.


luci ko
Un problema, quello della viabilità, che diventa centrale soprattutto quando si parla di sicurezza stradale. A spiegare quello che succede in via Giusti è Bruno Toncelli che ricorda la campagna elettorale del sindaco
Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Ci aveva detto che gli agenti della polizia municipale sarebbero stati più presenti nel quartiere – dice – ma dopo due anni ancora non ne abbiamo visto. Qua sono successi incidenti gravissimi: un uomo è rimasto ucciso, travolto da un’auto mentre attraversava la strada, una donna è ancora in gravissime condizioni all’ospedale. Anche lei è stata travolta da un’auto qui in via Giusti, proprio sull’attraversamento pedonale». Attraversamento che da qualche sera è rimasto al buio. Il guasto è stato segnalato ma ancora oggi nessuno è intervenuto. «Hanno potato le chiome dei pini – racconta – Le frasche coprono in parte il cartello dell’attraversamento pedonale: abbiamo chiesto agli operai che ne tagliassero un po’ di più ma ci hanno spiegato di non poterlo fare per le proteste degli ambientalisti. Intanto però, qui si muore e in tanti ci chiediamo perché dobbiamo pagare un tributo così grande, prima di vedere interventi concreti». Toncelli, nel 2015, è stato uno dei promotori della raccolta di firme per l’installazione di attraversamenti pedonali protetti. «In via della Pace ne è stato realizzato uno che è segnalato con il lampeggiante – dice – Questo stesso sistema potrebbe essere adottato anche qui, dove la strada spesso è al buio e dove si viaggia senza che la velocità della auto diminuisca». Un’altra soluzione potrebbe essere la realizzazione di zone 30, ovvero di zone dove le auto non possono superare quel limite di velocità

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