Il Tirreno

Grosseto

le testimonianze 

«Un incubo, mio figlio ed io bloccati per oltre sei ore»

Sara Landi

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GROSSETO. «Un incubo». Non usa mezzi termini il presidente della onlus Tutto Possibile Massimo Lattanzi per definire il viaggio fatto con il figlio Gabriele per tornare a Grosseto da Firenze a causa della Senese bloccata dalla neve. Il suo sfogo su Facebook racconta di diverse cose che secondo lui non hanno funzionato nella gestione dell’emergenza. «Per tornare a Grosseto ci abbiamo messo più di dieci ore – scrive Lattanzi – Io e mio figlio siamo rimasti bloccati per oltre sei ore senza avere notizie ed aiuto da nessuno: neanche il 112 sapeva dare informazioni». Tanto che alle 17 Lattanzi si sente dire che il problema era quasi risolto, invece il peggio per padre e figlio (e tanti altri come loro) doveva venire. «Prima i carabinieri mi hanno invitato a tornare indietro verso Siena, dopo mi è stato detto che conveniva tornare a Firenze da dove eravamo partiti alle 14, fare la Fi-Pi-Li e per poi rientrare via Rosignano». Il risultato? L’arrivo a casa dopo oltre dieci ore. «Non abbiamo avuto aiuto dalla Protezione civile. Eravamo fermi al km 27 della Siena-Grosseto e il problema dei mezzi intraversati era al km 22. Per pochi centimetri di neve è vergognoso assistere a una tale disorganizzazione».

Simile (ma con esito diverso) il caso della studentessa di Giurisprudenza di Castel del Piano che ha passato la notte da un’amica a Siena. Lei era a bordo dell’autobus Tiemme delle 13,15: «Il pullman si è fermato quasi subito all’altezza del tribunale di Siena e lì siamo stati fermi un bel po’ aspettando l’assistenza per le catene. È ripartito solo alle 16». Il pullman, dice la ragazza, viaggia regolarmente anche se piano fino alla fine delle quattro corsie, poi lo stop. «Siamo stati fermi tre ore, poi siamo riusciti ad arrivare alla rotonda delle risaie. Lì ci hanno detto che dovevamo tornare indietro». Le notizie arrivano confuse: «Ci hanno detto che alla fermata a Siena avremmo trovato la Protezione civile con acqua e cibo, invece non c’era nessuno». A quel punto la ragazza ha preferito chiedere ospitalità a un’amica mentre il pullman è ripartito nottetempo.

È terminata alle 0.20 - e il ritorno a Grosseto è avvenuto intorno all’1 - l’odissea in mezzo al ghiaccio e alla neve per l’autoarticolato della ditta di Federico Stefanini, finito contro il guardrail a causa del maltempo, subito dopo l’uscita dalla galleria di Casale di Pari, verso nord. «Devo ringraziare - dice Stefanini - sia la polizia stradale, che si è subito data da fare una volta giunta sul posto e compresa la situazione, sia i vigili del fuoco, che hanno operato non appena è arrivata l’autogru da Gerfalco. Non posso dire lo stesso di Anas: mi sono sfogato con il personale arrivato, tardi, sul posto, penso che scriverò una lettera ufficiale di protesta all’azienda. Quel posto, in quella situazione, era pericolosissimo».

Stefanini vede poi nero: «Stai a vedere che adesso mi toccherà anche pagare il guardrail danneggiato!». —

Sara Landi

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