Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

La Croce di Federico ha perso un pezzo Messa al riparo una scultura di legno

Fiora Bonelli
La Croce di Federico ha perso un pezzo Messa al riparo una scultura di legno

Raffigura la “Veronica”, con volto di Cristo impresso nel lino Il Comitato di recupero propone il trasferimento nel museo

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La “Croce di Federico” - una di quelle croci di legno monumentali che furono fatte costruire da Baldassarre Audibert, un mistico predicatore che nel 1846 attraversò l’Amiata, invitando i fedeli a disporre croci ai crocicchi e ai lati delle strade, fissandole su massi scolpiti di peperino - sta cadendo. L’ultima croce originale ottocentesca, insomma, sta per perdersi.

Ed è una croce tutta particolare, unico esempio che porta scolpita la “Veronica”, una sacra reliquia del volto del Cristo rimasto impresso in un velo di lino conservato a lungo da santa Veronica. Nella croce di Federico, dunque, compariva all’incrocio dei due bracci, una scultura della fisionomia del Cristo contenuta nel velo. Uno dei tanti segni della Passione che l’eremita Baldassarre prediligeva fossero presenti nelle sue croci. La scultura è caduta e qualcuno l’ha appoggiata ai suoi piedi per cercare di salvarne almeno una parte. Per metterla al riparo dall’acqua e per salvarne ciò che resta, il legno scolpito è stato raccolto da alcuni membri del Comitato recupero artistico e storico di Castel del Piano guidato dal presidente Ubaldo Corsini e dal suo vice Marco Farmeschi. La proposta del Comitato al Comune di Castel del Piano, come spiegano i vertici, è quella di trasferire ciò che resta della croce nel museo civico di Castel del Piano e di far costruire da un artigiano locale una croce uguale a quella originale, da sistemare nel suo supporto di trachite: «La croce di Federico – dicono – è l’ultima e preziosa testimonianza materiale che rimane di Baldassarre Audibert, perché le altre numerosi croci di cui era costellata la zona, sono andate distrutte o sono scomparse. Per esempio quella di Casidore, di cui resta solo la base, quella del Noceto e ultima, quella davanti al campeggio lungo la via romana distrutta da automobili di passaggio e per la quale è in corso un progetto di trasferimento in zona più sicura. Questa croce di Federico è insomma l’ultima che rimane in piedi. Purtroppo il legno di castagno è marcio, sta cadendo e non è restaurabile. Ma potremmo appunto salvare ciò che resta e conservare questo patrimonio storico nel museo di Palazzo Nerucci».

Sul particolare della Veronica insiste il vicepresidente Farmeschi: «Questa scultura della croce di Federico – dice – è la Veronica di Castel del Piano. L’abbiamo raccolta per farla asciugare e tenerla al sicuro, e l’abbiamo subito riconsegnata al Comune di Castel del Piano; la consideriamo un simbolo sacro per il nostro paese, è la “nostra” Veronica». Il presidente Corsini aggiunge: «Informerò immediatamente il sindaco Claudio Franci della nostra proposta che spero possa essere accolta. Al rifacimento della Croce di Federico il nostro Comitato potrebbe contribuire economicamente per quanto possibile», promette.

E Farmeschi continua: «Credo che sarebbe opportuno pure informare dell’iniziativa la contrada del Borgo, nel cui territorio si trova la Croce di Audibert posizionata a fianco del tempietto medievale di Santa Lucia e al bivio che da Castel del Piano porta verso Collevergari. Spero che anche quella contrada possa e scelga di contribuire finanziariamente».

Dal canto suo il sindaco Claudio Franci accoglie la proposta del Comitato: «Cercheremo di esaudire la proposta e informeremo subito la Sovrintendenza. Anche noi teniamo alla memoria castelpianese, come dimostra il nostro impegno di 11.000 euro per riposizionare e ripristinare la croce di Montoto i cui lavori inizieranno a breve». —

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di Redazione web