Il dolore
Geotermia, più controlli sulle concessioni
Il gruppo consiliare del Pd in Regione plaude all’approvazione della legge: l’Ente potrà revocare le autorizzazioni
La nuova legge regionale sulla geotermia ha visto la luce: per la prima volta in Italia le autorizzazioni saranno subordinate a precisi requisiti per la tutela dell’ambiente e per garantire anche le ricadute economiche ed occupazionali. L’ha illustrata Stefano Baccelli, presidente commissione Ambiente: «Una normativa costruita a misura di Toscana, in coerenza con le sue specificità ambientali e le esigenze delle comunità». «Nei progetti viene richiesto l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili», ha detto Baccelli che ha parlato del meccanismo di monitoraggio continuo delle emissioni e la possibilità di una verifica in tempo reale da parte della Regione. «Da sottolineare – ha detto – la possibilità da parte della Regione di revocare le concessioni in caso di inottemperanza del gestore». Baccelli ha anche evidenziato che la legge incoraggia la presentazione di progetti che abbiano positive ricadute sociali e occupazionali. Si punta, inoltre, a garantire la massima utilizzazione possibile dell’energia residua, assicurandone l’impiego di almeno il 50 per cento di quanta prodotta annualmente, nonché dell’anidride carbonica pari ad almeno il 10 per cento. «La Toscana è la regione con la vocazione geotermica, l’interesse nazionale in materia è concentrato qui e noi abbiamo l’obbligo, anche morale, di dire la nostra»: così Leonardo Marras, capogruppo Pd Regione Toscana che aggiunge: «La risorsa si trova in aree marginali, per le quali ha significato molto condizionandone storia e tradizioni o in cui è subentrata successivamente, sono aree “di crisi non complessa”, e politicamente dobbiamo porci il problema di come sfruttare l’energia affinché diventi realmente risorsa con tecnologie migliori, sostenibilità ambientale, più lavoro». Il consigliere del Pd Simone Bezzini ha definito la legge «tappa di un cammino che deve andare avanti, ponendosi ulteriori obiettivi di miglioramento. Così come serve più attenzione alle specificità del territorio amiatino». Antonio Mazzeo, consigliere regionale e presidente della Commissione per la ripresa socioeconomica della costa toscana, interpreta la legge come «elemento di sviluppo del territorio utile a ridurre il gap tra costa e aree interne» e ha aggiunto: «Tutto questo non potrà però bastare se il governo non rivedrà la scelta scellerata di togliere gli incentivi previsti per le energie rinnovabili al settore geotermico». E Alessandra Nardini, consigliera Pd: «Le nuove tecnologie consentono di raggiungere l’obiettivo della mitigazione ambientale, che resta una nostra priorità. La legge è la risposta più bella alla mobilitazione di tanti, che hanno portato in piazza la forte richiesta di tutela del futuro dei loro territori». «La Toscana fa la propria parte sottraendo così questa materia ad una logica che finora era invece strettamente negoziale tra Regione e Enel green power», spiega Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd. Mentre Stefano Scaramelli, anche lui consigliere Pd, ha detto che: «La legge riconosce per la prima volta le peculiarità dell’Amiata, quale “terra madre”. È stata inserita la tutela che il cumulo delle emissioni resterà inalterato cosa che spingerà i gestori ad ammodernare gli impianti esistenti laddove volessero fare nuovi sviluppi». —
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