Italia
Viaggio Firenze-Grosseto «Paura di finire il carburante e il tè caldo dei volontari»
Il giornalista Alfredo Faetti è rimasto intrappolato all’altezza di Bagnaia Bufera nel primo pomeriggio verso Poggibonsi, poi i mezzi si fermano
la testimonianza
alfredo faetti
A un tratto, quando ormai la strada è completamente immersa nel buio, tutti tornano dentro alle proprie auto o ai propri tir, accendendole e spegnendole cercando di dosare carburante e impianto di riscaldamento. Fino a mezzora prima, vicino alla lunghissima quanto immobile coda di mezzi, piccoli capanelli di gente infreddolita scambiavano informazioni vaghe.
«Da Montieri non si passa, è pieno di neve anche lì», dice qualcuno. Chi può tornare verso Siena lo fa senza pensarci più di tanto, ma chi deve arrivare in Maremma resta bloccato sulla Senese, circondato di bianco e di freddo. E più passano le ore, più se ne prospettano altre di attesa.
Eppure fino a metà giornata era impensabile. Lasciamo Grosseto intorno alle 7.30, destinazione Firenze. I campi attorno la Senese sono imbiancati dalla brina e il cielo è grigio, ma l’allerta meteo diramata dalla Regione il giorno prima sembra un pericolo scampato. Il traffico scorre senza problemi e l’asfalto non nasconde alcuna insidia.
Arriviamo nel capoluogo toscano come da tabella di marcia, svolgiamo il lavoro che siamo venuti a fare e intorno alle 14 ripartiamo, con il cielo ancora grigio ma nulla di più.
La bufera di neve fa capolino verso Poggibonsi e la sua furia fa impressione a un occhio non abituato. Sfioriamo Siena e la immaginiamo imbiancata, ma a Bagnaia dobbiamo fermarci. Il traffico non scorre più.
Passa il tempo e a poco a poco la gente scende di macchina e cerca di capire cosa succede e soprattutto cosa accadrà. Ma nulla. Gli unici segnali sono i mezzi di soccorso che percorrono la carreggiata in direzione nord, rimasta sgombera.
La neve sui campi circostanti intanto è arrivata alle caviglie e non andrà oltre. Il web informa che proprio in questa zona ci sono alcune auto e alcuni tir che hanno sbandato. Gli automobilisti attendono, ma non succede nulla: l’ingorgo resta immobile per delle ore, la viabilità del sud toscano è paralizzata mentre la temperatura scende e la neve già caduta si trasforma in ghiaccio.
Intorno alle 20 inizia a circolare la voce che serviranno ancora alcune ore. Passa un volontario della Racchetta con del tè caldo da offrire agli automobilisti, mentre tutti gli rivolgono la stessa domanda, a cui lui risponde con ciò che gli compete, ossia che i soccorsi stanno facendo il possibile. La domanda è: «Com’è possibile restare bloccati per delle ore per una nevicata?». —
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