Attenzione
«Sfregiò un giovane con un bicchiere» Condannato a 2 anni
Dovrà anche versare una provvisionale di diecimila euro Il pm: «Ci fu provocazione». La difesa: «Non fu lui a colpire»
Pitigliano. Due anni di reclusione (pena sospesa) più il risarcimento danni che sarà deciso dal giudice civile più una provvisionale da 10.000 euro alla parte civile e 5.000 di spese di costituzione. È la sentenza nei confronti di Angelo Cini, pitiglianese, imputato davanti al collegio del Tribunale per aver sfregiato un compaesano, Luca Romagnoli, oggi 24anni, spaccandogli un bicchiere sul viso, la sera del 5 maggio 2013, fuori da un locale nella piazza.
I giudici (Giovanni Puliatti presidente, Giovanni Muscogiuri, Andrea Stramenga) hanno mitigato le richieste del pm Arianna Ciavattini (2 anni e 6 mesi) come quelle del patrono di parte civile, l’avvocato Francesca Lazzeri (provvisionale da 100.000 euro), ritenendo le attenuanti equivalenti alle aggravanti e riservandosi 40 giorni per il deposito della motivazione; poi Cini, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicosia, potrà proporre appello.
Le richieste erano state precedute, oltre che da schermaglie vivaci tra le parti, dalle dichiarazioni dell’imputato: «Romagnoli aveva un bicchiere in mano, io ho cercato di scansarmi, l’ho spinto, l’ho visto cascare sopra la panchina e farsi male. Ho cercato di aiutarlo, lui mi ha detto “bastardo” e io mi sono allontanato. Non gli ho mai voluto far male».
Secondo il pm, «l’alterazione estetica è evidente, basta guardare questo giovane», ha detto indicando Romagnoli, che porta sul viso i segni dello sfregio. I testimoni diretti sono concordi nell’attestare l’aggressione (Cini, mancino, avrebbe preso con la destra la testa di Romagnoli e con la sinistra del bicchiere lo avrebbe colpito al viso). Ma ci fu «l’attenuante della provocazione», pur se un protagonista fu diverso, riferendosi alle scintille avvenute in precedenza. «C’è disvalore, c’è danno: ma la pena edittale tra i 6 e i 12 anni è troppo. Va bilanciata con la provocazione». E da queste considerazioni la richiesta di 2 anni e mezzo.
L’avvocato Lazzeri ha voluto rimarcare che «mai c’era stata una guerriglia tra le famiglie prima di questo episodio» e invece, dopo, Cini avrebbe «fatto pressioni sugli elementi più deboli per far ritirare la denuncia». Il legale di parte civile ha negato che Luca fosse alticcio, evidenziando le contraddizioni con i referti del pronto soccorso. «È stato un agguato: lui aveva la consapevolezza di quanto stava facendo. E non ha mai chiesto scusa, mai fatto un’offerta di risarcimento».
Il difensore Nicosia ha invece insistito nella «faida o comunque scontro tra le famiglie». Ha spiegato che, paradossalmente, «più testimoni significano più versioni differenti». Ha rimarcato che «Romagnoli aveva bevuto» e che «nessuno ha visto Cini con un bicchiere». Mimando il gesto ritenuto all’origine dello sfregio, l’avvocato ha detto che «la dinamica descritta non è tecnicamente possibile» e che l’unico sbocco del processo sarebbe stata «un’assoluzione, non era stato lui a colpire». — Pierluigi Sposato
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