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Nuova pista ciclabile «Tante inesattezze»

Gabriele Baldanzi
Nuova pista ciclabile «Tante inesattezze»

Alberi salvati in alcuni tratti o tagliati altrove, interviene Tesei  «Progetto affrettato, il sindaco difende solo le apparenze»

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Giancarlo Tesei, architetto, segretario del circolo Centro del Pd, smentisce le recenti convinzioni-affermazioni del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna sulla ciclabile (in fase di realizzazione) che collegherà la Stazione al Casalone. Il primo cittadino aveva detto che «.. la ciclabile deve essere a norma e rispettare standard europei», che «.. nel tratto di ciclabile di via Mameli, e in particolare davanti alla sosta autobus (negozio Fotonova), il progetto non prevedeva il taglio degli alberi» e che «.. è inevitabile, per costruire la ciclabile, abbattere degli alberi». «Il primo cittadino – risponde Tesei – dichiara cose inesatte. Innanzitutto non è vero che le piste ciclabili che si sviluppano all’interno dei centri urbani devono sottostare agli stessi vincoli di una “pista generica”. In ogni città europea ma in particolare in Italia, dove spesso la progettazione deve tenere conto della preesistenza storica, sono ammesse deroghe. Nel nostro caso la stessa progettazione comunale prevede che in alcune sezioni la ciclabile abbia una sezione inferiore a quella prevista dalla normativa standard. Se poi questo riferimento non fosse sufficiente posso mostrare come a Firenze le ciclabili in corso di realizzazione, ma anche quelle vecchie (che risalgono al 2012) non hanno le dimensioni che il sindaco ritiene ineludibili. La norma può tranquillamente essere superata dalla specificità del contesto».

Altra inesattezza, secondo Tesei, è quella che il sindaco racconta quando sostiene che la porzione di via Mameli della ciclabile, posta davanti al negozio Fotonova, non prevedeva il taglio di alberi. «Non è vero. La porzione di fronte al negozio Fotonova ha le stesse caratteristiche del resto di via Mameli e prevedeva il taglio degli alberi. Basta andarsi a rileggere la definizione progettuale e guardare le cartine. Quindi il sindaco ha fatto modificare il progetto unicamente per quel tratto, condizionato dalle proteste».

Infine Vivarelli Colonna aveva spiegato che nel tratto successivo a quello dove gli alberi si è deciso di lasciarli, non si può intervenire perché quest’ultimi non consentono di realizzare una pista “a norma”, ovvero di una larghezza sufficiente. «Con una progettazione diversa – prosegue Tesei – si sarebbe potuto evitare di tagliare gli alberi o addirittura spostarli verso l’esterno. In altre parti della ciclabile questa operazione è prevista e quindi ammissibile».

Poi l’architetto, piantine alla mano, mostra come si sarebbe potuto operare senza tagliare nemmeno un albero. Le immagini attestano la larghezza del marciapiede e la posizione dell’asse alberato rispetto ai fabbricati esistenti. Infine le conclusioni: «Non basta dire che gli alberi tagliati verranno ripiantati in numero maggiore in altre parti della città. Ritengo che il progetto della ciclabile sia stato affrettato, incurante del verde cittadino e molto più costoso di come avrebbe potuto essere lasciando gli alberi. Ripeto: le cose che dice il sindaco per giustificare i tagli e/o la permanenza degli alberi non sono vere, nascono da superficialità. È una difesa che mira più all’apparenza che alla sostanza. Il sindaco racconta cose inesatte e si ostina a perseguire nell’errore spendendo risorse non sue». –

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