Il Tirreno

Grosseto

È stato sepolto nel cimitero della misericordia 

Addio a Valfredo Veri, fu tra gli scout di padre Ugolino

Pierluigi Sposato
Addio a Valfredo Veri, fu tra gli scout di padre Ugolino

Era stato uno dei promotori del trasporto sulla Vetta della statua della Madonna Le era devotissimo, ai suoi piedi si era anche sposato. Aveva 82 anni

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GROSSETO. Devoto alla Madonna, profondamente. Tanto da essere tra i promotori della realizzazione della statua poi installata sulla Vetta del Monte Amiata, tanto da essere il promotore dei restauri e degli interventi di manutenzione via via eseguiti. Lì, ai piedi di quei massi, ci si era anche sposato.

«Ci sarebbe da scrivere qualcosa sulla nostra Madonnina...»: cominciavano così le telefonate di Valfredo Veri, uno degli scout della prima ora a Grosseto. Valfredo è morto l’altro giorno in ospedale, per le conseguenze di una malattia che lo ha visto combattere fino all’ultimo. Avrebbe compiuto 82 anni a giorni, era uno dei ragazzi del ’49, cioè dell’anno in cui sacerdote francescano Ugolino Vagnuzzi creò a Grosseto il gruppo scout, quando ancora l’associazione si chiamava Asci, Associazione scout cattolici italiani. Scout della prima ora e scout fino all’ultimo, con il Masci, il movimento degli adulti, proprio quello che aveva curato le operazioni di restauro della statua installata nel 1961 grazie anche a lui e a Luciano Scarpati, un altro dei “padri” dello scoutismo grossetano, scomparso quasi nove anni fa. Memorabile la marcia a tappe con la statua al seguito, lungo quel tracciato che ancora oggi, nel fine settimana che precede la prima domenica di luglio, viene ripercorso zaino in spalla.

Quella di Valfredo, specialmente negli anni Sessanta, fu una vita trascorsa nel pieno spirito di servizio per la causa scout, pur con gli obblighi del lavoro come agente di commercio. “Corvo grigio”, come era chiamato nel gruppo degli esploratori, aveva vissuto le fasi di lancio e di consolidamento del movimento scoutistico. C’era lui a portare la statua della Madonna, c’era lui l’anno successivo insieme alla celebre “Pattuglia Maremmana” nell’organizzazione del 6° campo nazionale che per giorni e giorni vide Castel del Piano e l’Amiata tutto “invasi” da circa cinquemila ragazzi, che ebbero anche l’opportunità di vedere Giulio Andreotti intervenire al campo. Un anno intero di preparazione, un successo, un’impresa, che i vecchi scout ricordano ancora. Il suo era un patrimonio di conoscenze talmente vasto e di entusiasmo così contagioso che tanti anni fa fu anche travasato in un libricino “cult” per gli scout grossetani, “L’arte di campeggiare”.

L’Équipe 50, il gruppo che aveva organizzato le celebrazioni per il primo mezzo secolo di scoutismo in città, lo aveva visto protagonista. E agli inizi degli anni Duemila era stato il sostenitore numero uno della necessità di restauro della statua sulla Vetta, ferita dal maltempo e dai vandalismi.

C’erano tanti vecchi scout, anche suoi coetanei, a dargli l’altro giorno l’ultimo saluto al cimitero della Misericordia. Valfredo, vedovo di Gabriella da qualche tempo, lascia due figli. A loro le condoglianze della nostra redazione. Veri cammina adesso verso Maria. Come dice un canto scout a lei intitolato: «Il ritmo dei passi ci accompagnerà, là verso gli orizzonti, lontano, si va». — Pierluigi Sposato

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