Il Tirreno

Grosseto

il lutto 

Ucciso da malore fulminante uomo simbolo del Grosseto

Francesca Gori
Ucciso da malore fulminante uomo simbolo del Grosseto

Mauro Balduccelli, ex portiere, per trent’anni ha garantito la sicurezza allo stadio Era volontario e autista della Misericordia: questa mattina il funerale a Sterpeto

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L’ultima partita a carte l’aveva fatta pochi giorni fa, con gli amici di sempre. Aveva regalato loro sorrisi e battute, la gioia di passare un po’ di tempo insieme, tra una battuta sul suo Grosseto e un’altra sul ricordo di quando si metteva i guanti e controllava che nessun pallone bucasse la rete che difendeva, Mauro Balduccelli aveva appena 64 anni e fino a due giorni fa viveva la sua vita e i suoi affetti con la pienezza delle persone alle quali tutti vogliono bene. Due giorni fa era andato insieme al fratello all’Inps per presentare le pratiche e andare finalmente in pensione. Un sogno cullato da tempo che però non si è avverato: è morto ieri mattina, stroncato da un malore fulminante. A trovarlo ormai senza vita è stata la compagna Cristiana, che condivideva con lui vita e allegria, grazie alle quali Mauro aveva tirato su cinque figli, Alessio, Leonardo, Riccardo, Sara e Alessio. Mauro si è alzato da letto, come ogni mattina, pronto ad accompagnare la sua compagna al lavoro: è andato in bagno. Tardava ad uscire e la donna, preoccupata, è andata a chiamarlo: lo ha trovato morto. Immediato è stato l’allarme al 118 ma il medico non ha potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo. A casa sua è arrivata un’ambulanza, simile se non uguale, a quella che aveva guidato per trent’anni alla Misericordia. Per trent’anni Mauro si è messo a disposizione di chi aveva bisogno e ieri mattina i confratelli dell’associazione sono andati all’obitorio del Misericordia con i giubbotti d’ordinanza addosso, per dargli l’ultimo saluto. C’erano anche i tantissimi amici che con Mauro hanno condiviso una passione lunga tutta la vita, quella per i colori della squadra unionista. «Mauro non è mai stato un dirigente - dice Guido Venturacci, il capo della sicurezza del Grosseto calcio - ma quando aveva smesso di fare servizio con l’ambulanza allo Zecchini, gli ho dato il tesserino come responsabile della sala ospitality. Ha seguito la squadra per tutta la vita, è sempre stato con noi e ha sempre aiutato le società. La sua grande passione era il calcio: ha sempre dimostrato un grandissimo amore per la sua squadra». I colori del Grosseto li ha anche indossati, quando ha militato come portiere nelle giovanili.

Era un uomo di una bontà unica: lo ricordano così le persone che ieri sono andate all’obitorio del Misericordia a salutarlo per l’ultima volta. Questa mattina alle 10 a Sterpeto, saranno celebrati i funerali del sessantaquattrenne, poi la salma sarà portata a Livorno per la cremazione.

Mauro sarà ricordato dalla città intera, per la sua allegria, per la sua gentilezza, per il suo essere a disposizione degli altri e per la sua grande passione, il Grosseto calcio, che da ieri piange uno degli uomini simbolo dello stadio. —

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