Sicurezza
Idea, un parco giochi dentro l’ippodromo Massai: «Mai avuta un’offerta dai sardi»
L’amministratore unico interviene dopo l’appello per la riapertura lanciato dal mitico “Aceto”. E illustra i suoi progetti
Dopo l’appello lanciato dalle pagine del Tirreno dal fantino-leggenda – Andrea Degortes, alias Aceto – che a dieci mesi dalla sospensione delle corse di galoppo ha riacceso i riflettori sul futuro del Casalone, interviene Alessandro Massai, amministratore unico della società ippica. Aceto ha detto che anche a lui erano giunte voci di un interessamento da parte di una società sarda per l’ippodromo di Grosseto e ha proposto di ripartire dalla riunione estiva.
Ha letto quanto dichiarato dal mitico Aceto?
«Non l’ho letto ma me l’ha descritto nei contenuti Pieraccini (Giampiero Pieraccini, rappresentante della Ippoinvest, controllata al 100% dalla società Ippodromo del Casalone). Voglio sottolineare che non ho mai ricevuto manifestazioni di interesse a rilevare il Casalone da parte di una società sarda. Si fece avanti un gruppo di imprenditori italo-stranieri che, resosi conto di quale fosse la situazione del comparto ippica, è scomparso. Ci fu anche un emiro: ma solo un emiro che vuole farci il suo ippodromo privato può fare un’offerta; se gli arabi si fanno avanti con un obiettivo di investimento scappano anche loro».
Lei resta disponibile a valutare offerte e, eventualmente, la cessione?
«Se qualcuno viene e vuole comprarlo io, come rappresentante della società e sentiti i soci, glielo vendo».
Andrea Degortes ha lanciato un appello per riaprire le corse con la riunione estiva. Lei ha intenzione di richiedere delle giornate al Mipaaf?
«Ma non esiste! »
Quindi non dà credito al progetto del ministro leghista Gian Marco Centinaio di una task force per il rilancio dell’ippica nel 2020?
«Ma lei ha visto da chi è composta la commissione ministeriale creata ad hoc? Non c’è un solo rappresentante delle società ippiche, che sono la componente strategica, quella che rischia. E poi non ci sono soldi. Il futuro dell’ippica lo vedo molto grigio».
Il calendario 2019 delle corse messo a punto dal Mipaaf in effetti penalizza anche Follonica, a cui è stato assegnate un numero di corse di galoppo inferiori rispetto a quelle che il Casalone ha portato in dote ai Pini...
«Le hanno portate a 16 quando il Casalone ne aveva 31! Non so cosa vogliano fare: forse vogliono affossare anche Follonica. Nessuno grida allo scandalo. Io me ne sono tirato fuori».
È vero che lunedì lei è stato ricevuto dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna per parlare dell’ippodromo?
«È vero che ho incontrato il sindaco ma abbiamo parlato soprattutto di infrastrutture. Gli ho chiesto di sollecitare l’adeguamento dell’Aurelia nel tratto da Orbetello verso sud: chiunque voglia investire su Grosseto, anche eventualmente sull’ippodromo, trova una situazione penalizzante sul fronte dei collegamenti».
Si mormora che lei al sindaco abbia proposto anche un progetto per il Casalone: la realizzazione di una “Pinocchio Land”.
«Al posto dell’ippodromo io posso fare solo qualcosa che sia legato all’attività sportiva. Pensavo a un parco-giochi per bambini al posto del parterre: stiamo cercando imprenditori che vogliano investire in quella parte dell’impianto; del resto sposteremo l’Agenzia di scommesse nella palazzina ex uffici per non interferire con la frequentazione delle famiglie».
E Fosso Martello dove ci sono box per cavalli?
«Fosso Martello rimane. L’ippica-bella deve restare. Penso all’Associazione che si occupa di cavalli maltrattati (Oikos onlus, ndr). Penso a un appoggio per i maneggi, per chi vuole fare una passeggiata a cavallo verso il nuovo ponte sull’Ombrone; a Fosso Martello vorrei anche realizzare un “punto veterinario” per i cavalli in entrata nel Parco della Maremma. Voglio salvare il patrimonio del Casalone, non voglio vada tutto a ramengo: lo faccio negli interessi di soci, io alla fine rappresento il 4%. Bisogna trovare gli investitori e voglio realizzare un progetto non speculativo».
A Fosso Martello ora sono anche ospitati cavalli da corsa e avete rifatto anche la pista su cui si allenano...
«Sì, e rimangono. Abbiamo voluto togliere i cavalli dalle scuderie storiche perché devono essere ristrutturate. Finché non c’è possibilità di fare altri sport, il posto c’è».–
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