Sicurezza
I Papa sfrattati dalla rosticceria Da Buono
Il proprietario ottiene dal tribunale l’ordinanza: devono ancora essere pagate diverse mensilità. Il locale non ha più riaperto
Nove mesi fa di fronte a quel porticato si è consumato uno dei più tremendi delitti che la città di Follonica possa ricordare e oggi quell’attività commerciale è tornata libera.
Lì, Raffaele Papa, 31 anni, gestore insieme alla famiglia della trattoria da Buono, lo scorso 13 aprile fece fuoco su tre persone. Durante la sparatoria la farmacista Paola Martinozzi, 56 anni, e Massimiliano De Simone, 47, rimasero gravemente feriti; per il 43enne Salvatore de Simone non ci fu invece nulla da fare, morì pochi minuti dopo essere stato colpito dai proiettili della Tanfoglio a causa della rottura dell’aorta addominale.
Lunedì mattina Maleno Margini, proprietario del fondo commerciale di viale Matteotti, ha ottenuto l’ordinanza di sfratto che aveva richiesta già da mesi. Antonio Papa, 57 anni padre di Raffaele, quindi, non è più il locatario del fondo: così ha deciso il Tribunale di Grosseto. Dal giorno della sparatoria sembra infatti che fossero molte le mensilità ancora da saldare. «Il giudice ha firmato lo sfratto – spiega Maleno Margini – devo però ancora conoscere la data in cui l’ufficiale giudiziario mi restituirà le chiavi del mio fondo».
Il locale è molto ampio, circa 300 metri quadrati, e il tempo lì dentro si è fermato al giorno della sparatoria. «Sono felice di tornare in possesso del fondo – dice Margini – non so però se lo ridarò in affitto. Nel tempo qualcosa si è mosso, ma nulla di serio; è difficile trovare un’attività ben avviata o comunque con dei buoni propositi per funzionare».
Il proprietario potrebbe poi pensare anche a mettere in vendita il fondo di viale Matteotti anche se per questo di richieste non ne sono ancora arrivate. «Non appena rientrerò in possesso delle chiavi vedrò cosa si può fare delle cose che sono conservate all’interno – spiega – credo che farò fare una valutazione dei macchinari che si trovano lì e poi vedrò cosa decidere per il futuro, ancora non ho le idee chiare sul da fare». Col tempo e il disuso il fondo è andato lentamente in malora e, se all’interno non sembrano essere presenti danni, all’esterno un mese fa era crollata la tettoia del porticato.
Erano stati i vigli urbani a chiedere a Margini di intervenire per mettere in sicurezza la cosa. Oltre alle foglie secche che si erano accumulate sul pavimento del portico, si era infatti aggiunta anche la tettoia pericolante. «Ho fatto togliere tutto e adesso la zona è sicura – dice Margini – se lo ridarò in affitto penseremo a cosa farne del portico. Per il momento almeno non è pericoloso».
Erano stati i commercianti della via a lamentarsi della cosa e la volontà adesso è quella di cancellare da quel fondo il ricordo di un evento tanto doloroso che ha sconvolto la città. —
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