Il Tirreno

Grosseto

semproniano 

Dopo tre anni chiude il centro di accoglienza a Petricci: ospiti in città

F.B.

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petricci. La Prefettura di Grosseto in accordo col Comune di Semproniano e con la cooperativa Solidarietà è sicurezza di Grosseto, chiude il Cas di Petricci, uno dei più grossi centri di accoglienza straordinaria per migranti dell’entroterra provinciale, che in passato aveva ospitato anche 40 migranti.

«La Prefettura – spiega il sindaco Luciano Petrucci - ha mandato un sopralluogo nel centro e ha riscontrato delle criticità. Ma non è solo per questo che abbiamo deciso per la chiusura. Infatti col decreto sicurezza di Salvini ci sono pochi arrivi. I ragazzi, da 40 che erano, nel corso del tempo erano scesi a 30 e la cifra destinata a ciascuno di loro è passata da 36 euro a 26,60. Noi come Comune, con la convenzione che avevamo, non ci rientravamo più. E credo che se accogliamo ospiti dobbiamo tenerli bene. Qui non era più possibile». La chiusura, spiega il sindaco, è avvenuta «in accordo con la cooperativa. Abbiamo deciso di non rinnovare il bando e di chiudere. I ragazzi da Petricci sono stati già portati a Grosseto e distribuiti in centri più adatti e sicuramente più consoni alle loro necessità».

Anche Alberto Brugi, presidente di Solidarietà è crescita, che seguiva i ragazzi ospiti, conferma quanto riferito dal sindaco. «Il decreto Salvini, col quale ovviamente non concordiamo, ha provocato la diminuzione netta di possibili ospiti – dice –. Il centro di Petricci si era praticamente spopolato e così abbiamo deciso di trasferire i giovani in altri Cas di Grosseto. Come mediatori vi avevamo investito molto, ma adesso non è più possibile tenere aperto Petricci. In linea con la tendenza nazionale, gli arrivi avvengono col contagocce. E credo che questo porterà alla chiusura anche di altri centri di accoglienza, vista la politica del governo». Brugi aggiunge pure che «in questa maniera il trend sarà anche di posti di lavoro a perdere. Nel caso di Petricci siamo riusciti a ricollocare gli operatori – dice – ma non sarà sempre possibile fare così«.

Il Cas di Semproniano aveva aperto i battenti nel febbraio 2016, annunciato dall’allora sindaca Miranda Brugi e dalla proprietaria dello stabile, la Cerinella Sacha Naldi, che aveva assunto tre persone in più per gestire lo stabile. L’arrivo dei primi 20 migranti aveva creato qualche contrarietà fra gli 80 abitanti della piccola frazione, anche se poi nello svolgersi del tempo gli ospiti, che erano diventati 40, erano stati accettati. — F.B.

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