Bigi e Clarisse tornano unite Il Museo Luzzetti potrebbe spalancare le porte d’estate
Dopo oltre 200 anni sono stati riaperti i varchi tra la chiesa e l’ex convento Il percorso di visita dei capolavori sarà unico. In corso la pulizia della cisterna
GROSSETO. Il museo Luzzetti potrebbe spalancare le porte d’estate, se tutto va bene. I lavori sono in corso, il cantiere è in fermento, gli operai e i restauratori sono al lavoro sia nella chiesa dei Bigi che nell’ex convento di via Vinzaglio.
Al momento sono in via di realizzazione tutti gli impianti (climatizzazione, antintrusione, antincendio, elettrico). Si sta ripulendo e restaurando la cisterna del chiostro (risalente al ’600) e sono stati abbattuti i vari divisori interni che in più epoche hanno separato i due edifici. Del complesso monumentale Bigi/Clarisse si è voluto ripristinare l’antica morfologia interna.
Chiusa da oltre 200 anni, la porta che divideva la chiesa dei Bigi dal convento delle Clarisse è stata abbattuta per recuperare la continuità originaria in un vero e proprio progetto di restauro. Per Grosseto è un intervento storico che dopo oltre 2 secoli fa tornare il complesso monumentale un unicuum per far sì le opere del Museo Luzzetti si dipanino in un percorso continuo.
Il progetto
Il progetto è stato redatto dall’architetta Cecilia Luzzetti in collaborazione con l’architetto Andrea Marchi, l’ingegner Mario Bastreghi e il geometra Matteo Pastorelli.
Il museo, dopo tira e molla durato decenni con le varie amministrazioni, può finalmente nascere grazie al progetto presentato dalla Fondazione Atlante alla Fondazione Cassa Risparmio di Firenze che ha fruttato 450mila euro, cui si aggiungono 100mila euro provenienti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Queste risorse permettono di realizzare i lavori per allestire il polo espositivo. Fondazione Atlante – stazione appaltante – ha selezionato in questi mesi le ditte tramite gare d’appalto.
Il percorso
Suggestivo si annuncia il percorso espositivo che comincerà dall’ex convento, entrerà nei Bigi e terminerà di nuovo alle Clarisse. Qui davanti – spiega l’architetta Luzzetti – sarà realizzata una rampa d’accesso in travertino, poi via libera al tragitto. Prima un bookshop con biglietteria, poi una vetrata scorrevole che darà accesso all’itinerario. A sinistra una sala introduttiva sarà collegata alla casa museo di Gianfranco Luzzetti a Borgo San Jacopo a Firenze. Lungo il percorso si affaccia – oltre la vetrata – una straordinaria cisterna. Le restauratrici della Faser la stanno ripulendo in queste ore da fanghi e licheni: ieri mattina erano all’opera con idropulitrici e sali d’ammonio. Intanto la Soprintendenza ha approvato un intervento per proteggere gli spazi dall’umidità. «Oggi – dice l’architetta – il piano di calpestio del chiostro è in pendenza contro le murature del fabbricato: realizzeremo una contropendenza per allontanare le acque dalle murature evitando infiltrazioni».
Proseguendo nel percorso il cantiere entra nel vivo. La novità più sostanziale è il recupero dell’unità. Tra Bigi e Clarisse sono stati riaperti ben 3 varchi (v. mappa in alto): il primo è la porta che divideva la chiesa dei Bigi dal convento e la cui chiusura risaliva a circa 200 anni fa. Poi sono stati riaperti altri due collegamenti tra gli spazi precedentemente occupati dalla scuola teologica della Diocesi (oggi trasferita) e le Clarisse la cui chiusura era stata realizzata nei primi anni del 2000.
Luzzetti si dice soddisfatto: «Tutti gli impianti – dice – sono all’avanguardia, sono molto soddisfatto». El. Gi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
