La protesta
Miniboom sul mercato dell’auto usata ma il giro d’affari dei saloni non cresce
Grosseto si piazza al secondo posto in Toscana per passaggi di proprietà ma le compravendite si fanno per lo più tra privati
In Maremma cresce la propensione all’acquisto dell’auto usata. Cartina al tornasole del fenomeno è il numero di passaggi di proprietà che si sono registrati nel 2018 – 649 ogni 10mila residenti oltre 18 anni – e che piazzano Grosseto al secondo posto nella classifica delle province toscane per compravendita di quattro ruote usate. Fin qui il dato, che emerge dall’Osservatorio di AutoScout 24, il portale di annunci che incrocia domanda e offerta tra chi mette in vendita auto o moto – sia concessionarie che privati cittadini – e chi è interessato all’acquisto. Ma è tastando il polso ai titolari dei saloni maremmani che si scopre che il miniboom registrato da AutoScout 24 – non solo per Grosseto ma, seppure in termini più contenuti, per tutte le altre province toscane (vedi tabella) – non ha provocato riverberi positivi sul giro d’affari delle concessionarie. L’unica spiegazione – secondo i patron dei saloni auto – è che le compravendite di vetture usate aumentino ma tra privati che – in barba alla professionalità e alle garanzie offerte dai venditori di mestiere – preferiscono il fai-da-te.
Il risveglio
Secondo l’Osservatorio di AutoScout 24, nel 2018 le vendite di auto di seconda mano sono cresciute in Toscana del 3,8% rispetto al 2017, anno che si era chiuso con un incremento del 5,8%. Il trend, dunque, è positivo. Nel 2018 in provincia di Grosseto i passaggi di proprietà sono aumentati rispetto al 2017 del 3,9% (poco di più rispetto alla media regionale); ma è monitorando il numero di passaggi di proprietà ogni 10mila residenti che siano almeno maggiorenni – dato dunque più significativo rispetto alla percentuale “secca” di incremento – che Grosseto si posiziona al secondo posto in Toscana.
Qui i saloni
Il Tirreno ha dunque tastato il polso a chi si confronta quotidianamente con il mercato dell’auto: i concessionari locali che operano anche sul segmento dell’usato. «Io non ho notato alcun “risveglio” – valuta Claudio Conte della Conte Motors Grosseto – Molto probabilmente il numero dei passaggi di proprietà cresce perché aumentano le compravendite tra privati, agevolati dai portali web che spingono l’incrocio tra domanda e offerta». «Noi abbiamo grossomodo confermato i numeri del 2017 – osserva Alessandro Di Monaco della grossetana Autotre – tendenzialmente con una lieve flessione. Luglio e agosto sono stati due mesi tragici, poi verso la fine dell’anno abbiamo registrato una ripresa. Alla fine i contratti si spuntano lo stesso, ma non c’è dubbio che “girano” molti meno acquirenti rispetto a prima». «Se c’è stato un mini boom – è sulla stessa lunghezza d’onda dei colleghi Fabrizio Brizzi di Brizzi Auto Grosseto – io non l’ho avvertito. È probabile che vendendosi molte meno auto nuove si sia riscoperto un poco l’usato».
Fuori dal coro
Se si cambia piazza, cambia anche il feed-back. «Ho presente i risultati dell’Osservatorio AutoScout 24 – nota Marco Maccianti della follonichese Extramotors – e devo dire che nel corso del 2018 qualcosa è cambiato. Abbiamo riscontrato una leggere ripresa, che però rischia di rallentare o di annullarsi se dovessero entrare a regime le tasse sulle auto inquinanti previste dalla Legge di Bilancio, per esempio sui veicoli esteri che devono essere reimmatricolati in Italia». –
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