Una scossa di magnitudo 2.9 fa tremare la terra sulle colline
Nessun danno agli edifici ma tanta paura: l’epicentro a un chilometro dal borgo Gente in strada e sopralluogo del sindaco. Nessuna correlazione con la geotermia
. Tre lievi scosse di terremoto, la più alta di magnitudo 2. 9, si sono verificate tra le 8, 56 e le 9, 30 di ieri mattina. L’epicentro è stato localizzato 1 km a sud di Montieri, a 7 km di profondità, dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Nel comprensorio delle Colline Metallifere accade ormai 4-5 volte all’anno: piccoli movimenti tellurici a cui i cittadini si stanno abituando, avvertiti nitidamente nel Grossetano, fin nella piana, ma anche verso nord, nell’entroterra cecinese e in alcune zone del Pisano e del Senese.
La scosse di terremoto che ieri mattina hanno fatto tremare la terra delle Colline Metallifere non hanno creato danni alle abitazioni ma hanno comunque spaventato molto gli abitanti del comune di Montieri che, presi alla sprovvista, sono corsi in strada subito dopo la più forte delle tre scosse, quella di magnitudo 2. 9. Le vibrazioni sono state percepire nettamente anche dagli abitanti dei comuni limitrofi: da Monterotondo a Massa Marittima fino a Gavorrano e, nei palazzi più alti, anche a Follonica e a Grosseto. Il sindaco Nicola Verruzzi ieri mattina ha fatto un giro di ricognizione del paese e delle frazioni del Comune per accertarsi che nessuno avesse subito danni. «Ieri mattina abbiamo subito sei scosse di terremoto – dice il primo cittadino – di cui due di forte intensità. Per il trasporto e la vicinanza con cui ho vissuto il terremoto del centro Italia di due anni e mezzo fa, ogni volta resto molto colpito e scosso dal verificarsi del sisma. Non c’è dubbio che nell’ultimo periodo, negli ultimi anni, i terremoti nel nostro territorio siano aumentati di frequenza. Giornate come queste riportano all’attualità l’importanza e la necessità dell’adeguamento sismico degli edifici pubblici e privati; per questo è importante che Stato e Regioni continuino ad investire sulla prevenzione e sulla messa in sicurezza del nostro territorio. Sono fiero di amministrare un comune che in questi anni della prevenzione sismica ne ha fatto una bandiera». Proprio Montieri ha infatti reso antisismici entrambi gli edifici scolastici del Comune, il primo inaugurato nel 2016 e il secondo soltanto pochi mesi fa. «È stato un risveglio brusco – racconta Marco Mazzei di Montieri – più che altro perché tre scosse a così breve distanza fanno paura, anche se poi si sono rivelate essere lievi, si sono sentite bene perché l’epicentro era sul poggio di Montieri. Fortunatamente ci sono parecchie gallerie e parecchi vuoti». Prima della scossa in molti hanno anche sentito un forte boato: «A Gerfalco – racconta una residente – abbiamo avuto molta paura, un boato enorme e mobili oscillanti». «Appena ho sentito la scossa più forte – racconta invece una residente di Travale – sono corsa in strada e ho trovato i miei vicini, per fortuna non ci sono stati danni alle case ma la paura è senza dubbio stata molta». Anche su Facebook non sono mancanti i tanti commenti degli abitanti delle Colline Metallifere e dei territori limitrofi: «La mia gatta che viene dal terremoto delle Marche è terrorizzata», ha scritto una residente di Montieri sulla pagina Facebook del Comune; «Anche a Grosseto è stata sentita – ha commentato un’altra utente – abito al quinto piano e alle 8. 56 l’abbiamo avvertita».
In questi casi i cittadini pensano sempre al peggio, ma gli esperti del Centro di pericolosità sismica dell’Ingv hanno spiegato più volte che non esiste un nesso tra le sequenze sismiche che provocano disastri tra Umbria e Marche e le scossette di bassa magnitudo che caratterizzano invece la zona geotermica di Montieri, Monterotondo Marittimo, Larderello, Castelnuovo Val di Cecina o Chiusdino. Per distanza e caratteristiche geologiche non si può collegare l’aumento di sismicità concentrato nella dorsale appenninica, nel settore più settentrionale di un delicato sistema di faglie, con l’ormai altrettanto frequente attività sismica (di altra natura e gradazione non pericolosa) che si verifica qui, al confine tra tre province.
Ogni volta che si registra un terremotino come quello di ieri qui scatta immediata la ricerca di correlazioni con lo sfruttamento geotermico in corso. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha compiuto monitoraggi e ricerche che confermano come nello sfruttamento di fonti geotermiche, nel corso di estrazione e reiniezioni di fluidi geotermali sotterranei, si possono verificare fenomeni sismici di piccolo-medio impatto, ma non dimentichiamo che in quest’area i terremoti si verificavano anche prima dell’arrivo di Enel: ’influenza principale, secondo la scienza, è svolta dalla pre-esistente tettonica. —
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