Sicurezza
Una giornata di delirio a Talamone: a giudizio per violenza sessuale
Lancia una sedia sulla spiaggia piena di famiglie e bambini e palpeggia un minorenne per simulare un rapporto
TALAMONE. Capelli rasati, pizzetto, la pelle completamente coperta da tatuaggi, un astuccio con diversi spinelli già confezionati e un camper con un vistoso adesivo con scritto “L’Italia agli italiani”. Ha 67 anni l’uomo che per una giornata ha tenuto sotto scacco il borgo di Talamone, dove, il 17 giugno dell’anno scorso, aveva deciso di trascorrere una giornata al mare.
L’uomo ha un fratello che vive e lavora in un borgo dell’Amiata e già come in molte altre occasioni era venuto a trascorrere qualche giorno di vacanza in Maremma. Il 17 giugno aveva deciso di spostarsi sulla costa, scegliendo il borgo marinaro. Ma, una volta lì, il mare azzurro della baia non aveva sortito su di lui alcun fascino, spingendolo a concentrarsi su altro.
Nel pomeriggio, dopo aver chiesto ad alcuni bagnanti dove fosse una spiaggia, si era affacciato da via della Fortezza sulla spiaggia del Cannone: c’è una parete di circa di 20 metri e il sessantasettenne aveva una sedia in mano. Era pronto a lanciarla di sotto, dove c’erano alcune famiglie con dei bambini.
Un turista, visto quello che stava per succedere, si era messo a gridare per fermarlo ma l’uomo, originario di Milano, lanciò giù la sedia: la famiglia con i bambini che era proprio sotto la verticale, aveva fatto in tempo ad allontanarsi all’ultimo minuto e per fortuna nessuno si fece male.
Il turista, che aveva cercato di fermare l’uomo, andò subito alla squadra nautica della polizia per denunciarlo: da lì partirono le ricerche e sempre negli uffici del distaccamento arrivarono nei giorni successivi le altre segnalazioni. Il sessantasettenne, il 31 gennaio sarà di fronte al giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna.
Difeso dagli avvocati Gloria Vetuli e Lucio Bernardelli, dovrà rispondere dei reati di lancio pericoloso di oggetti e violenza sessuale su un minore. Perché dopo aver creato scompiglio sulla spiaggia del Cannone, l’uomo si era spostato al porto di Talamone dove aveva infastidito un gruppetto di ragazzini. Prima era entrato in un bar, chiedendo che gli fosse preparato un caffè, il “marocchino”, mettendosi poi a offendere i migranti e le politiche sull’immigrazione. Dopo la scenata dentro al bar l’uomo ha raggiunto un gruppetto di ragazzini, tutti minorenni, raccontando loro di avere una malattia psichiatrica e di aver ucciso alcune persone durante dei combattimenti.
«Ci ha raccontato i suoi rapporti sessuali nei minimi dettagli - hanno raccontato i ragazzini agli uomini della squadra nautica di Talamone - spiegandoci che nel camper con il quale si spostava aveva anche le manette per legare le donne».
L’uomo avrebbe continuato a fumare spinelli davanti a loro, mettendo a disagio i ragazzi con i suoi racconti a lui rosse. A un certo punto, per simulare il suo metodo di conquista delle donne, si sarebbe avvicinato a un minorenne e avrebbe cominciato a palpeggiarlo: prima al petto, poi nelle parti intime. Il ragazzino si è subito allontanato, restando ammutolito e spaventato mentre i suoi amici, tutti coetanei, gli hanno chiesto di allontanarsi, spiegandogli che non erano interessati a quei racconti.
A quel punto, l’uomo ha gridato: «E ora, testata al palo», e si è scagliato contro un palo della luce, sbattendo la testa. Dopo qualche tempo, una delle giovani che faceva parte del gruppo, si è poi allontanata per andare a casa dei nonni a prendere qualche abito più pesante. Il sessantanovenne l’ha seguita per le strade del borgo: la giovane è stata costretta a cambiare direzione ed è tornata dai suoi amici. Il pm Valeria Lazzarini ha chiesto il rinvio a giudizio.
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