Sicurezza
Bellumori guida la protesta «Pronto al ricorso al Tar»
capalbio. Sindaci sul piede di guerra e disposti a ricorrere al Tar contro Poste Italiane. La protesta parte dal primo cittadino di Capalbio, Luigi Bellumori, che ha scritto a tutti i sindaci della zona sud: da Magliano in Toscana, Orbetello, Sorano, Pitigliano, Monte Argentario e Manciano. Bellumori ha inviato la lettera che ha spedito ai suoi colleghi sindaci anche alla prefetta di Grosseto, Cinzia Torraco.
Da tempo nei comuni a cui si è rivolto il sindaco di Capalbio la consegna della posta avviene a giorni alterni. Nelle scorse settimane i cittadini di Orbetello, per esempio, si erano lamentati per aver ricevuto bollette già scadute. Ritardi comunque non imputabili all’ufficio postale locale. Stesse lamentale ci sono a Capalbio.
«Come noto – scrive Bellumori – nel passato il Comune di Capalbio in più occasioni ha espresso la propria contrarietà al modello organizzativo di consegna della corrispondenza a giorni alterni che comporta, come avevamo paventato ai responsabili fiorentini di Poste Italiane, evidenti difficoltà stante anche l’ampiezza del territorio e la dislocazione, nelle campagne, di gran parte dei cittadini. Anche a voi – dice il primo cittadino di Capalbio rivolgendosi ai colleghi – come al sottoscritto perverranno quotidianamente lamentele da parte dell’utenza di ritardi nelle consegne con evidenti e conseguenti disservizi. Insomma anche su questo servizio pubblico ritenuto universale da salvaguardare e garantire, i nostri territori rientrano tra quelli cosiddetti “marginali” nei quali l’equilibrio economico delle gestioni diventa il parametro per decidere di chiusure, di variazioni di orario d’apertura degli uffici o della riduzione dei giorni di consegna della corrispondenza. In altri casi è stato addirittura deciso di abbandonare il presidio».
Bellumori chiede unità ai sindaci e li invita a un confronto per assumere «posizioni determinate: non per ultimo il ricorrere al Tribunale amministrativo per far valere le ragioni dei cittadini. L’occasione che anche altri Comuni maremmani in queste ultime settimane stanno sollevando il problema – conclude Bellumori – può essere colta per fare tutti insieme un fronte comune». —
Ivana Agostini
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