Il Tirreno

Grosseto

«Un viaggio per capire e riflettere Adesso i testimoni siamo noi»

Gli studenti, di ritorno da Auschwitz, hanno scritto le loro impressioni Il racconto di un percorso nella Storia grazie al Treno della Memoria 

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il racconto

Per la Giornata della Memoria, grazie alla Regione Toscana e al Museo della deportazione di Prato, il 20 gennaio otto studenti di 5ª dell’Isis Leopoldo II di Lorena di Grosseto, accompagnati dalla professoressa Cristina Gagliardi, insieme ad altri studenti e studentesse di quattro istituti superiori della provincia di Grosseto, sono partiti da Firenze con il Treno della memoria alla volta di Ośwęcim in Polonia per visitare i campi di sterminio Auschwitz-Birkenau e Auschwitz 1 e incontrare i sopravvissuti. Nel viaggio di ritorno hanno raccontato le loro emozioni.

Giulia Mencattini: «Questo viaggio mi ha fatto apprendere quanto importante sia conoscere per non dimenticare. Ha suscitato in me emozioni forti, indescrivibili, facendomi comprendere la vera sofferenza. Giovanni Gozzini ha affermato come tra poco tempo dovremo comporre un nuovo libro gigantesco con migliaia di pagine, come quello dei nomi dei deportati presenti nel campo di Auschwitz 1, con i nomi degli immigrati non sopravvissuti nel Mediterraneo...»

Matteo Chiti: «Aver percepito il silenzio di quei luoghi, aver visto il freddo nei colori del legno, dei mattoni, del filo spinato e della neve, aver provato il dolore delle persone private di qualsiasi caratteristica identificativa, essermi un minimo immedesimato nella loro atroce quotidianità, ha mostrato a me un’immagine indelebile che dovrà restare per sempre astratta in futuro. Sarà compito mio, quando tornerò a casa, trasmettere almeno in parte cosa ho provato ed imparato da questa esperienza, in modo che il messaggio resti».

Beatrice Minori: «Questo viaggio mi ha fatto capire l’importanza di quanto sanno essere cattive le persone...un senso di vuoto mi ha accompagnato fino alla fine del viaggio...».

Giacomo Crivelli: «Dolore, tristezza, paura e un profondo senso di vuoto, sono i sentimenti che ho percepito durante la visita nei campi di sterminio. Era innaturale vedere quelle baracche di legno, desolate, coperte dalla neve e dal ghiaccio, e poi il vento che soffiava su tutto il campo. Ho pensato ai soprusi e alle torture che i deportati hanno sofferto, la fame, la schiavitù, l’umiliazione ed infine la fredda morte al gelo. Durante tutto il soggiorno nel campo Auschwitz-Birkenau, ho assistito ad un fenomeno incredibile, infatti durante la cerimonia, mentre venivano letti i nomi dei deportati e le preghiere in loro memoria, dal cielo ha iniziato a nevicare; i fiocchi di neve mi hanno lasciato esterrefatto, come se le vittime di quel campo volessero essere presenti... volessero farsi sentire... volessero che la loro storia non fosse dimenticata... Il peso di questa memoria dolorosa mi sarà di aiuto nel mio presente».

Lorella Tavolario: «Questo è un viaggio che ognuno di noi dovrebbe fare almeno una volta in quanto ti permette di conoscere, anche se non di comprendere la malvagità delle persone e ti rende consapevole di quanto sia importante la vita: siamo in possesso di una soltanto e va vissuta al massimo senza, toglierla a nessuno».

Camilla Leoni: «Visitare i campi di Auschwitz-Birkenau e Auschwitz I è stata un’esperienza molto forte che mi segnerà per tutta la vita e che non dimenticherò mai. Resterà per sempre, nel cuore e nella mente, il dolore che ho provato nel vedere la baracca dei bambini e i loro disegni fatti sul muro, i loro vestiti e le scarpine. Quando torneremo da questo viaggio il nostro compito sarà sicuramente quello di portare la testimonianza dei sopravvissuti a tutte le persone che non hanno avuto l’occasione di partecipare al Treno della memoria e fare in modo, tutti insieme, che questo non accada mai più».

Izabela Guza: «Sapevo che non sarebbe stato un viaggio come tutti gli altri. Giorno dopo giorno, poi, mi sono resa conto che questo viaggio era creato per fare tanto, creato per ricordare terrori, dolori e sofferenze che non potrebbero mai essere ricordati tramite i libri o le foto soltanto. Penso non sarei capace di descrivere il fortissimo impatto su di me, ma posso dire che mi ha cambiato il modo di vedere la vita. Perché forse nella mia quotidianità non apprezzo abbastanza tutto il bene che mi circonda, la buona salute, le persone a me vicine e tante altre cose. Fare questo viaggio mi ha fatto riflettere e capire che tutto questo ha un valore immenso».

Eleonora Guercioli: «Ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti è stata una parte significativa di questo viaggio, tra di loro vi erano le sorelle Andra e Tatiana Bucci che al momento della deportazione nel campo di Auschwitz-Birkenau avevano rispettivamente quattro e sei anni di età; sentire i singhiozzi di dolore tra le parole delle sorelle Bucci mentre condividevano i loro ricordi e pensare a tutte le vite che sono state spezzate o segnate, mi ha lasciato un profondo dolore perché presto non ci saranno più dei testimoni diretti e la loro fatica nel rivivere le proprie esperienze per tramandarle a noi non deve andare sprecata, per questo motivo dobbiamo essere noi i nuovi testimoni della memoria ed impegnarci affinché la storia non si ripeta». —

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