Il Tirreno

Grosseto

scarlino: rappresentanze sindacali 

Inceneritore: «Giorni decisamente difficili, ci sentiamo stritolati»

Alfredo Faetti

Una nota riassume  lo stato d’animo dei dipendenti «In settimana assemblee, vogliamo un minimo di certezze sul futuro»

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La sensazione è quella di trovarsi dentro a una morsa. «Stritolati tra proclami e dichiarazioni di chi risulta parte vittoriosa in questo infinito contenzioso, e di chi studia ogni possibile soluzione per poter andare avanti con la propria attività». Una nota stringata delle rsu di Scarlino Energia riassume al meglio lo stato d’animo dei dipendenti dell’inceneritore.

Lavoratori che «stanno vivendo giorni decisamente difficili», spiegano i rappresentati, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che nuovamente ha bloccato la ripartenza dell’impianto. Sentenza che è tornata a rimarcare la profonda divisione tra la società e il fronte compatto del No. «Come sempre nel mezzo ci sono i lavoratori – continua la nota – che, in attesa di ciò che verrà deciso a livello aziendale, già da lunedì saranno a casa in quelle che vengono definite “ferie forzate”».

Sono poco meno di quaranta ad oggi i dipendenti diretti della Scarlino Energia (l’indotto è già sparito da un pezzo): per loro gli ammortizzatori sociali sono terminati e dall’aprile scorso il 50 per cento della forza lavoro ha un contratto part time: soluzione messa in campo dalla società per evitare i licenziamenti collettivi in attesa delle autorizzazioni, arrivate poi a luglio ma cancellate nuovamente dal Consiglio di Stato. «Questa vuole solo essere una presa di coscienza sullo stato attuale delle cose – continua la nota – in attesa di quelli che saranno i risvolti futuri».

E i possibili risvolti sono quelli che usciranno dal prossimo consiglio d’amministrazione della Scarlino Energia, in agenda per i primi di febbraio, in cui la società traccerà la linea da seguire nell’imminente futuro, sia che miri a una nuova ripartenza sia che decida di alzare bandiera bianca, anche se le parole pronunciate pochi giorni fa dal presidente Moreno Periccioli («andiamo avanti»), hanno già dato una chiara impressione sulle intenzioni della società. Del resto, al momento è difficile avere idee chiare e soprattutto pratiche da parte dell’azienda sulle strategie da mettere in campo: occorre prima studiare a fondo la sentenza dei giudici romani, valutarne le implicazioni e gli spazi di manovra che lascia a disposizione. Intanto però i dipendenti continueranno a tenere alta l’attenzione sulla loro condizione.

«I lavoratori si riuniranno, già dalla prossima settimana, in assemblee al fine di valutare ogni tipo di azione che consenta loro un minimo di certezza sul proprio futuro», conclude infatti la nota, facendo intendere che anche da parte dei dipendenti la battaglia è tutt’altro che terminata. —

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