Il Tirreno

Grosseto

le nostre tasche 

In Maremma l’effetto inflazione è costato alle famiglie 376 euro

Giovanna Mezzana
In Maremma l’effetto inflazione è costato alle famiglie 376 euro

Grosseto al 14° posto tra le province più care d’Italia: lo dice l’Unione Consumatori In Toscana va peggio solo a pistoiesi e aretini mentre i senesi spendono meno  

2 MINUTI DI LETTURA







Sorpresa: Grosseto è tra le città più care d’Italia. Colpa dell’inflazione che opprime tutti – dalla Val d’Aosta alla Sicilia – ma che nella maxiprovincia della Toscana del Sud si fa sentire un po’ più che altrove con riverberi diretti sul portafoglio dei maremmani: il rincaro annuo per una famiglia che vive tra la costa e l’Amiata nel 2018 è stato di 376 euro. E non è la sensazione della casalinga quando torna a casa dal supermercato con le sporte della spesa, sono le “misurazioni” degli esperti a non lasciare dubbi: Grosseto si piazza al 14° posto tra le città più care d’Italia nella top 71 dei capoluoghi di Provincia stilata dall’Unione Nazionale Consumatori (mancano quelle Province per cui non sono pervenuti all’Istat dati sufficienti per la stima dell’inflazione media annua); lo studio è stato condotto in termini di aumento del costo della vita, sulla base dell’inflazione media registrata dall’Istat; e la famiglia-tipo presa a riferimento è quella considerata composta da 2, 4 persone.

quanto ci costa

«Anche se nel 2018 l’inflazione media è rimasta allo stesso livello del 2017, cioè +1, 2% – nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – per le famiglie si tratta di rincari che hanno peggiorato pesantemente la loro condizione, dato che gli stipendi e le pensioni non sono certo aumentati quanto il rialzo del costo della vita». Per una famiglia media italiana la spesa è salita lo scorso anno di 285 euro. Con un’inflazione media nel corso del 2018 pari a all’1, 4%, il rincaro all’anno per i grossetani – 376 euro, secondo i calcoli dall’Unione Nazionale Consumatori – è decisamente più alto rispetto alla media nazionale.

il confronto

Unica consolazione, è che in Toscana c’è chi sta peggio: gli aretini, per esempio, a cui l’inflazione pari all’1, 5% è costata nel 2018 403 euro; e, soprattutto, i pistoiesi – primi toscani nella top 71 dei capoluoghi di Provincia – con un’inflazione all’1,6% e 429 euro di rincaro. Va decisamente meglio ai senesi, che al 42° posto e un tasso di inflazione dell’1% hanno dovuto sborsare “solo” 268 euro in più.

la spiegazione

Che cosa stia accadendo è semplice: «Finché aumenta tutto, tranne quanto le famiglie percepiscono – spiega Dona – i consumi restano al palo, e il Pil non potrà salire in modo significativo, dato che fino a quando le famiglie non acquistano le imprese non vendono». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web