Sicurezza
Il 60enne clochard è morto in un giaciglio di spazzatura
Grosseto, l’uomo abitava con un altro senzatetto tra i rifiuti, sotto le scale di un parcheggio. La squadra mobile indaga senza escludere nessuna pista. Mercoledì l’autopsia
GROSSETO. Il luogo della morte è un letto di spazzatura sotto le scale di un accesso pedonale ai garage. Tra materassi, coperte e resti di cibo avvolti in un sacchetto si è spento l’altroieri Petru Leorda, 60enne clochard di origine moldava che durante il giorno vagava per la città e la sera si inabissava in quest’angolo di degrado con un amico, suo compagno di miseria.
Viveva con un amico
Erano in due a vivere là sotto: dividevano il riparo di fortuna sotto le scale. Un’umanità ai margini che si nascondeva a Grosseto in via Adriatico – negli anfratti di un tunnel – vicino alle poste e a un supermercato dove la vita scorre fluida nella quotidianità più banale. In superficie una vita ordinaria, là sotto il mistero.
Petru è stato trovato morto tra la sporcizia: che sia morte naturale o violenta la polizia indaga senza escludere nulla, ma lascia amarezza e sconcerto questa esistenza ai margini di cui si ignorano vita e morte.
Chi abita in zona vedeva spesso Petru ma non lo conosceva a sufficienza. Il clochard era comunque noto ai servizi sociali che avevano attivato per lui un percorso di aiuto, altalenante come accade in questi casi. «C’erano stati momenti in cui lui si faceva aiutare e altri in cui non voleva», dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso. Momenti in cui si allontanava da tutto per restare solo con se stesso e i suoi spettri, sopraffatto da alcol e povertà.
Petru frequentava il garage di via Adriatico dallo scorso luglio/agosto; erano 6 mesi. E non era solo. Con l’amico senzatetto condivideva il riparo di fortuna e quelle notti al freddo. Due presenze ondivaghe che vagavano per la città, andando e tornando qua e là.
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Via dalla panchina
Tra le varie mete il 60enne moldavo era stato visto – raccontano gli abitanti della zona – stazionare nella panchina di via della Pace. La stessa che poi era stata rimossa dal Comune di Grosseto su richiesta di alcuni cittadini che lamentavano accampamenti, sporcizia e schiamazzi.
Togliere la panchina per rimuovere il degrado: i cittadini suggerivano questo al Comune per non trovarsi più i clochard sotto casa, e il Comune li aveva accontentati ottenendo però solo uno spostamento in un’altra panchina: in via Emilia.
Pedina di uno strano scacchiere legato ai destini dell’arredo urbano, Leorda in questi mesi è migrato da via della Pace a via Emilia ma intanto (nell’estate scorsa) ha intercettato un riparo di fortuna sotto le scale del parcheggio in via Adriatico. Anche qui i residenti si sono trovati a fare i conti «con la sporcizia – raccontano – il degrado e i disagi» di una vita ai margini. Perciò anche loro si sono fatti sentire con il Comune, come quelli di via della Pace.
L’assessore Fausto Turbanti ha ricevuto una segnalazione appena due giorni fa, poco prima di sapere della morte dell’uomo, ma a chi telefonava ha risposto che «l’area è privata – racconta – e che la Municipale là sotto non poteva intervenire. Uno dei nostri agenti è comunque andato a vedere e dare informazioni…».
Intanto Petru è morto. L’ha trovato una signora che abita in zona e che avrebbe visto il corpo sdraiato sia la mattina che il pomeriggio, nella stessa posizione. Ha chiamato il 118: è arrivata la Mobile. Triste epilogo di una vita ai margini. Ieri mattina lì sotto c’era ancora la roba ammassata. Un ombrello appeso, due materassi, cibo, jeans sdruciti e sporcizia.
«Lo aiutavo»
Carlo Donadio, insegnante di sostegno a Grosseto, ha un garage proprio lì accanto al giaciglio dei clochard, nel tunnel. «Vedevo tutte le sere questo signore con un altro senzatetto. Dormivano qui sotto. Uno metteva il materasso per lungo, l’altro lo metteva lungo la parete», indica. Formavano due letti perpendicolari.
Quando andavano in giro, entrambi riponevano i materassi uno sopra l’altro e facevano un po’ d’ordine. «A volte davo loro qualche soldo per comprarsi un panino, ma non so quale dei due fosse Petru e quale l’amico...», dice il proprietario del garage.
I due amici andavano a coricarsi ogni sera ma spesso andavano a farsi un riposino anche di pomeriggio. «Quest’uomo – dice l’architetta Luana Barbato, altra abitante della zona – mesi fa apparve in foto mentre dormiva su una panchina di via della Pace, poi rimossa dall’amministrazione per evitare il degrado a seguito delle lamentele. Con il gran plauso di tutti. Anche noi ci siamo lamentati per mesi ma il degrado era nascosto sottoterra come la polvere sotto il tappeto, e a nessuno è importato...».
L’autopsia
Le indagini non escludono alcuna pista, ma si attende l’esito dell’autopsia fissata per mercoledì 30 con l’équipe di Medicina legale dell’Università di Siena. Il corpo è all’obitorio di Grosseto.
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