Sicurezza
Condannati per 108 barattoli di sugo di orata rubati
La refurtiva era stata trovata nella loro abitazione nel 2012 dai carabinieri che li avevano arrestati per un tentativo di furto in un bar
ORBETELLO. Nella notte di un giorno del marzo di sette anni fa furono fermati e arrestati dopo un pedinamento elettronico: erano seguiti da tempo, sulla loro auto era stato installato un dispositivo gps, i loro spostamenti erano tracciati dal satellite e conosciuti dai carabinieri in tempo reale. Erano stati sorpresi poco dopo aver cercato di entrare in un bar della zona della Nunziatella, nel quale era suonato l’allarme, dopo aver rotto la porta della veranda di accesso al locale.
Per quel fatto erano stati già processati e avevano saldato praticamente subito il loro conto con la giustizia. Ma quando, sempre in quei giorni, i carabinieri di Albinia e Orbetello erano andati a perquisire le loro abitazioni, avevano trovato altri oggetti, ritenuti possibili provento di furti. E così per Florio Cherubini, 59 anni, di Albinia, e Lorenza Fiorelli, 44 anni, di Orbetello, era stato aperto un altro procedimento penale: quest’ultimo per 108 barattoli di sugo di orata risultati rubati nei locali dell’Unione sportiva Orbetello.
Un procedimento adesso giunto a conclusione con la sentenza pronunciata dal giudice Andrea Stramenga. Fiorelli e Cherubini sono stati condannati ciascuno a 1 anno 6 mesi e 300 euro di multa, con equivalenza tra attenuanti e aggravanti. Il giudice ha inasprito le richieste della viceprocuratrice onoraria Chiara Badini, che nella requisitoria, evidenziando comunque le responsabilità degli imputati, aveva sollecitato 1 anno e 100 euro per ciascuno. Di diverso parere il difensore Andrea Ceccarelli, che aveva invece chiesto l’assoluzione degli imputati, liberi e non presenti all’udienza, o comunque una pronuncia di non punibilità per la particolare tenuità del fatto contestato. Serviranno novanta giorni per il deposito delle motivazioni della condanna, poi l’avvocato potrà presentare appello.
Il giudice ha disposto anche la confisca e la distruzione delle cesoie, dei due piedi di porco, dei cacciaviti, insomma di tutto ciò che era stato trovato nell’auto degli imputati – nascosto sotto il sedile posteriore - e sequestrato dai carabinieri la notte dell’arresto, perché ritenuto utile per la rottura di serrature e lucchetti.
Quella stessa notte tra il 6 e il 7 marzo 2012, quando erano andati a ispezionare le abitazioni degli arrestati, i militari avevano trovato alcune scatole di cartone contenenti il consistente quantitativo di barattoli di sugo di orata che hanno dato origine al secondo processo, nonché bevande e alimenti di vario genere. All’epoca, dopo la convalida dell’arresto (il giudice dispose poi la cessazione del regime di arresti domiciliari e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), la coppia fu condannata a 4 mesi. —
P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
