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Grosseto

scarlino: forum ambientalista 

«Arriveranno sentenze anche più pesanti»

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SCARLINO. Secondo il Forum Ambientalista la sentenza del Consiglio di Stato non sarà l’ultima sull’inceneritore di Scarlino.

«Pensiamo che ne dovranno arrivare altre, anche più pesanti», dice il leader Roberto Barocci, riferendosi alla parte della sentenza in cui si fa puntuale indicazione al «mancato rispetto delle prescrizioni per la riduzione delle emissioni nell’aria delle sostanze inquinanti prodotte nel corso del procedimento di incenerimento».

«Si tratta della norma, ripresa dal 152/2006, richiamata in tutti i nostri scritti dal 2015 ad oggi e voluta al fine di distruggere le diossine, che si formano nelle camere di combustione dei rifiuti», dice Barocci, spiegando che tale norma prescrive innanzitutto le condizioni progettuali dei forni degli inceneritori di rifiuti.

«Ciò che altri magistrati dovranno accertare è se tale norma è stata rispettata dal 2005 ad oggi, quando l’inceneritore ha smaltito i rifiuti – insiste il Forum Ambientalista – Come ha scritto l’Istituto di ricerca sulla combustione del Cnr, l’ente pubblico più prestigioso in materia esistente in Italia, per rispettare tale norma l’altezza dei forni dovrebbe essere raddoppiata, l’uscita fumi portata nell’estremità superiore del forno e dimezzata la potenza. A noi non risulta che le dimensioni di quei forni siano state adeguate dal 2005 ad oggi e nessun ricatto occupazionale può modificare queste condizioni fisiche dei forni».

A parere di Barocci sul problema occupazione «grandi sono le responsabilità dei sindacati provinciali, che non hanno voluto verificare quanto da molti anni è stato messo in pratica» altrove in Italia. —

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