Il dolore
Occupazioni abusive ai Crespi: nessun argine
I proprietari delle case ancora non terminate tornano a denunciare l’intrusione di sconosciuti e l’inefficacia delle istituzioni
GROSSETO. Che effetto vi farebbe vedere degli sconosciuti che scavalcano il muretto del vostro giardino, aprono a spallate il portone e si accomodano in casa vostra come fosse la loro, dormendoci, cucinandoci, facendoci i loro bisogni dove capita, anche sul pavimento, lavandoci il bucato e perfino stendendolo ad asciugare. Tutto come fosse casa loro. Che effetto vi farebbe?
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Non è una storiella e non è una provocazione. È quello che da dieci anni vivono i proprietari degli appartamenti, ancora non terminati, del complesso residenziale I Crespi, lungo l’Aurelia sud, appena dopo le quattro strade, a Grosseto. Il cantiere è fermo a un passo dalla conclusione dei lavori a causa di difficoltà finanziarie in cui versa la cooperativa costruttrice. I proprietari hanno pagato decine, alcuni centinaia di migliaia di euro per le loro case. Ma ancora non possono abitarci perché non sono finite.
Intanto ci abitano gli abusivi. A niente sono serviti gli sgomberi, a niente sono servite le operazioni di polizia.
A niente sono serviti gli esposti. A niente, a quanto pare, è servita la morte di un ragazzo, uno degli occupanti, che qui aveva trovato riparo e ha perso la vita nel dicembre di due anni fa, intossicato dal fumo sprigionato dal fuoco che si era acceso per scaldarsi.
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A niente è servita l’ordinanza del vicesindaco di Grosseto che esattamente un anno fa costrinse i proprietari delle case, i primi danneggiati da questa situazione, a installare una rete di recinzione per rendere inaccessibile il fabbricato agli estranei. Come se la continua violazione della proprietà privata casa propria fosse una questione che i cittadini devono sbrigare da soli.
Ieri uno dei proprietari è tornato per l’ennesima volta al cantiere. E ha scattato queste immagini. Due uomini, uno che si avvicina e poi entra in casa, e uno tranquillamente affacciato al terrazzo. Peccato che quella non sia la loro casa e peccato che lì non ci possano stare. Come far rispettare la legge è interrogativo al quale ai legittimi proprietari, ancora, le istituzioni non hanno saputo rispondere. —
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