Il Comitato di Tutela dice un “no” secco all’ipotesi di centrale
roccalbegna. Il Comitato per la Tutela del territorio di Roccalbegna si schiera nuovamente contro la geotermia.
Un piccolo gruppo di persone, composto da cittadini anche stranieri che hanno scelto di risiedere nel suggestivo paese ai piedi dell’Amiata, accoglie con soddisfazione le parole del sindaco Federico Balocchi di Santa Fiora, pronunciate nei giorni scorsi.
Balocchi, giudicando negativamente il progetto della nuova centrale da 20 Megawatt di Triana, nel comune di Roccalbegna, ha invitato Enel Green Power a rivedere e interrompere il programma attivato e a recedere dalla decisione di costruire l’impianto.
Il Comitato entra anche nella polemica che vede il sindaco Balocchi da un lato (che, da sempre favorevole alla geotermia, ha invece detto no per la centrale di Triana) e il collega Massimo Galli, primo cittadino di Roccalbegna, dall’altro (che invece contrario non è).
Il Comitato incalza: «Non possiamo non ricordare le parole dello stesso Balocchi che, poco più di un mese fa elogiava la geotermia industriale e speculativa che, diceva, “garantisce a un’area come la nostra di fermare il declino e di conservare il valore produttivo dell’Amiata rendendola importante in particolare per le province Siena e Grosseto, per la Toscana e l’Italia”. Che anche il Sindaco Balocchi sia rimasto folgorato sulla via di Damasco? Noi del Comitato per la Tutela del territorio di Roccalbegna non siamo certo così ingenui a crederlo».
E anzi. Pur facendo proprie e rilanciando le preoccupazioni per quello che definiscono «disastroso impatto ambientale, economico e paesaggistico» che questa centrale potrebbe avere sul territorio se venisse realizzata, il Comitato legge la diatriba sorta tra il sindaco Galli di Roccalbegna e il sindaco Balocchi di Santa Fiora in chiave “economica”, parlando di «interessi economici... sottesi a questi progetti speculativi che, nella maggioranza dei casi, tendono ad arricchire le multinazionali a scapito dei territori, e che ancora una volta vede i nostri amministratori locali più inclini ad andare dietro a incentivi e compensazioni ambientali che a tutelare il proprio territorio e i propri cittadini facendo valere il principio di precauzione». —
F.B.
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