Gioco
Verso la nuova legge sulla geotermia In Regione via libera della commissione
Prime anticipazioni sul testo: prevede limiti sulle emissioni ma non sull’ammoniaca. A fine mese il vaglio del consiglio
Il dado è tratto. La legge sulla geotermia della Regione Toscana, prima regione che prova a regolamentare la materia, dovrebbe essere approvata il 29 o il 30 gennaio dal consiglio regionale. Una legge 2. 0 la 313 “Disposizioni in materia di geotermia”, congedata dalla 4ª commissione Ambiente, guidata da Stefano Baccelli del Pd. L’intenzione è di coniugare insieme sviluppo geotermico e ambiente, attivare investimenti e posti di lavoro.
La Commissione ha licenziato a maggioranza con l’astensione delle opposizioni, il testo di legge e ha respinto, sempre a maggioranza, la proposta presentata dal M5s. Il testo è il risultato di un lavoro a più mani. «Strumento innovativo, insieme all’accordo che andrà siglato con Enel e alla prima istruttoria per definire le aree non vocate», dice Baccelli.
Il Pd aveva presentato in origine una sua proposta di testo ma l’ha ritirata perché «il tavolo di lavoro istituito all’interno della commissione ha svolto una sintesi e un approfondimento tali da produrre un testo coordinato» ha spiegato il capogruppo Leonardo Marras. Non convinto della bontà della legge si è dichiarato il vicepresidente della commissione, Giacomo Giannarelli del M5s. «Non penso che sia la migliore possibile, ma rilevo anzi profili di grande incertezza normativa», dice.
L’annuncio che la legge sta per essere varata, sortisce un immediato commento di Tiberio Tiberi, di Castel del Piano, ex consigliere comunale, ex segretario Pd, che da decenni segue la questione. «La proposta di legge – dice – ha l’obiettivo di normare il rilascio delle concessioni o delle autorizzazioni, l’ammodernamento degli impianti, i limiti emissivi, l’impiego del calore prodotto, il recupero parziale di Co2, la regolamentazione delle modalità di destinazione e riscossione delle risorse geotermiche». Tiberi fa notare che la legge stabilisce che ogni impianto deve riutilizzare il calore residuo e che per esempio l’anidride carbonica va recuperata per il 10%. Ma nota anche che le limitazioni per le emissioni restano quelle delle centrali più avanzate. «Non si norma invece l’ammoniaca», dice.
il progetto triana
Tiberi ripercorre poi le azioni che hanno fatto sì che l’Amiata, che fino al 2024 era stato deciso non accogliesse nuove centrali, sia stata indicata da Enel come location possibile per il nuovo progetto Triana e anche la nuova centrale di Piancastagnaio.
Tiberi parte dal dicembre 2007, quando Regione, comuni geotermici (escluso Abbadia San Salvatore), Comunità Montane e Province sottoscrissero un Protocollo d’intesa che normava la materia geotermica in Toscana essendo Enel unico concessionario. «Ma – incalza Tiberi – con i decreti in attuazione alla normativa europea, il governo nazionale ha di fatto liberalizzato il rilascio delle concessioni geotermiche e risolto il Protocollo d’Intesa del 2007. Ecco perché Enel, non essendo più in essere il protocollo 2007, grazie alla liberalizzazione ha potuto proporre il progetto Triana e Piancastagnaio. Restano in piedi però le indicazioni contenute nel Paer, approvato dal consiglio regionale nel febbraio 2015, contenute in una delibera e non in una legge. Vi si dichiara che in particolare per il territorio dell’Amiata, il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale Bagnore 4, hanno portato la potenza complessivamente installata attorno ai 100 Mw fissando un punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori». Ora si dovrà mettere mano alla legge sulle aree idonee, un percorso avviato e per il quale alcuni comuni non hanno ancora inviato in Regione la documentazione occorrente. –
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