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«Nei prossimi 20 anni ci salverà la terra» E la Grande Finanza guarda alla Maremma
Il fondatore di Sfera protagonista della presentazione del Rapporto sull’economia di Ubi Banca: le chance per il territorio
I riflettori della Finanza e dei portatori di interesse della Grande Industria tricolore si accendono sulla Maremma agricola. Milano, 21 gennaio, Assolombarda: sul palcoscenico che ha ospitato la presentazione del XXIII Rapporto sull’economia globale e l’Italia – a cura del Centro di Ricerca Luigi Einaudi, Assolombarda e Ubi Banca – erano ospiti i patron di due società: Vincenzo Cremonini, ad del Gruppo Cremonini, multinazionale del settore alimentare, e Luigi Galimberti, amministratore delegato di Sfera, la società agricola di Gavorrano che ha in seno la serra high tech più grande d’Italia, ipertecnologica, basata sulla coltivazione idroponica in acqua e su substrato. Ma non c’è solo una questione di orgoglio nostrano: come per tradizione, il Rapporto – edito da Guerini e Associati – è stato curato da Mario Deaglio, docente emerito di economia internazionale all’università di Torino, che ha aperto scenari interessanti proprio per la Maremma. Quali siano, al Tirreno li dettaglia uno degli ospiti-protagonisti dell’evento: Luigi Galimberti.
Oltre ad affermare che il 2019 sarà l’anno del rallentamento (già iniziato) dell’economia mondiale, cosa ha detto Deaglio?
«Il professore ha descritto uno scenario drammatico infarcito di populismi e sotto gli effetti della politica (protezionistica, ndr) di Donald Trump. Ha detto che negli ultimi cinque anni, tutti i settori, dal petrolifero alle performance in Borsa dei titoli bancari, sono in picchiata: tutti, tranne l’agricoltura che sarà il driver dell’economia mondiale dei prossimi quindici-venti anni».
Dopo questa affermazione e alla luce del fatto che una delle due imprese su quel palcoscenico era maremmana, tiriamo le somme...
«Mi viene l’idea che se facciamo scelte coraggiose, arriverà il “nostro tempo”. Gli ultimi, saranno primi: ultimi lo siamo sempre stati, adesso la Maremma può essere prima».
Alla presentazione del XXIII Rapporto, Sfera cosa rappresentava?
«Sfera rappresentava l’innovazione in campo agricolo. Ma l’aspetto importante è anche il parterre che ha avuto l’evento: seduti in prima fila c’erano l’ex premier Mario Monti, l’ex ministra del lavoro Elsa Fornero, Letizia Moratti.. Non solo: il professor Deaglio ha un grande seguito, è molto ascoltato. E quindi in futuro sarà sempre maggiore l’attenzione che il Mondo della Finanza riserverà all’agricoltura e all’agrindustria. Per la Maremma sarà importante esserci: da protagonista. Ce la possiamo fare: Cremonini, nel suo discorso, ha citato Bonifiche Ferraresi, come esempio di progetto di filiera, e l’amministratore delegato è Federico Vecchioni, guarda il caso, un maremmano».
Il suo intervento su cosa ha puntato?
«Io ho cercato di delineare quelle che, dalla mia esperienza, sono alcune delle cause della situazione attuale: in Italia manca una politica che abbia una visione sul lungo periodo e manca una classe imprenditoriale che abbia il coraggio di fare certe scelte. Io credo che la sostenibilità sia “la misura” delle scelte giuste».
Tornato in Maremma cosa ha pensato?
«Che adesso ho l’ulteriore conferma che Sfera sta andando nella direzione giusta. Che la Maremma è seduta su una miniera d’oro. Che uniti possiamo farcela. E che abbiamo la potenzialità di diventare sistemi economici come la Camargue, come la Champagne». –
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