Il Tirreno

Grosseto

il nodo predazioni 

«Ibridi equiparati a cani randagi e mancate catture» Esposto in Procura

F.B.

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cinigiano. Gli ibridi tra cane e lupo sono da considerarsi randagi. Ma la circolare ministeriale che lo stabilisce sembra non essere mai stata osservata. E la questione finisce sul tavolo della procuratrice della Repubblica di Grosseto.

Giovanni Barbagli, capogruppo di opposizione nel consiglio comunale di Cinigiano della civica A/gente comune, ha inviato per posta certificata, ieri mattina, un esposto alla Procura grossetana per omissioni di atti di ufficio a carico della Regione Toscana, nella persona del presidente Enrico Rossi, e dei sindaci dei Comuni della provincia di Grosseto.

L’esposto parla di predazioni alle greggi, argomento di quelli caldi, anche se ormai sembra da annoverare fra quelli irrisolvibili.

Barbagli, dopo aver ricordato il suo costante interessamento per la materia predazioni con mozioni consiliari, azioni a fianco del comitato Pastori d’Italia, audizione dalla prefetta di Grosseto e dall’ufficio di presidenza della giunta regionale, adesso passa alle maniere forti. Il perché lo spiega lui stesso nell’esposto.

«Sono venuto a conoscenza in data odierna – scrive nell’esposto presentato ieri – della circolare dell’ex ministro dell’Ambiente, onorevole Galletti, che recita: “Gli ibridi non sono lupi e pertanto si applicano le norme che riguardano il randagismo”. Queste dichiarazioni e queste norme sono ben conosciute dalla Regione Toscana e dai sindaci ognuno per la loro competenza – incalza – ma mai applicate fino ad oggi. Dalla inosservanza di queste norme si sono causati enormi danni alla attività pastorizia nella provincia di Grosseto».

Barbagli ricorda poi che la maggior parte delle predazioni di ovini sono dovute proprio agli ibridi e che «ad oggi non sono state intraprese azioni adeguate al contenimento, alla cattura e all’abbattimento degli ibridi» tanto che «i danni provocati da questi animali (ibridi) sono notevolissimi tanto da mettere in crisi molte aziende. Se fossero state applicate le norme sul randagismo si sarebbero potuti evitare i danni provocati dagli ibridi», sottolinea Barbagli.

La richiesta che fa alla procuratrice di Grosseto è «di valutare se ricorrono gli estremi per condannare per omissione di atti d’ufficio gli amministratori ricordati per non aver applicato le norme sul randagismo per la cattura, il contenimento e l’abbattimento degli ibridi e di valutare altresì se non ricorrano gli estremi del rimborso dei danni provocati fino ad oggi a causa nella inerzia nel non applicare le norme». —

F.B.

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