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Grosseto

elezioni provinciali/1 

«Dal centrodestra pessima gestione»

Gabriele Baldanzi
«Dal centrodestra pessima gestione»

Diego Cinelli, sindaco di Magliano vicino a Fratelli d’Italia, lamenta un voto troppo centralizzato su Grosseto 

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. Due anni fa la sua mancata elezione in consiglio provinciale fu una mezza sorpresa. Diego Cinelli, già all’epoca sindaco di Magliano in Toscana, fu lasciato solo dal partito che gli aveva promesso appoggio, Fratelli d’Italia. Oggi, più che mai civico (vicino alle posizioni del senatore Roberto Berardi di Forza Italia), torna a criticare la gestione del voto da parte del centrodestra per palazzo Aldobrandeschi.

«Mi hanno fregato due anni fa – attacca – stavolta non succederà. Già nel 2017 compresi sulla mia pelle che c’era una pessima gestione, tutta grossetana, delle elezioni di secondo livello per il governo della Provincia. Fratelli d’Italia, che aveva quattro candidati, rischiò di non prenderne neppure uno, per i soliti giochetti col pallottoliere. A questo giro hanno fatto peggio. È tutto blindatissimo. Giustamente vi chiedevate perché il centrodestra ha schierato solo nove candidati consiglieri… La risposta è semplice. Meno candidati ci sono in lista, meno rischi si profilano per i predestinati».

Andrà a votare o no?

«Non volevo andarci. Sono arrabbiato per questa situazione. Mi sento un po’ come Luigi Bellumori (sindaco Pd di Capalbio, ndr) da quell’altra parte: mi cercano solo quando hanno bisogno. Deciderò nei prossimi giorni. Anche perché non vedo come il voto di noi amministratori dei piccoli comuni possa in qualche modo risultare decisivo. I coefficienti legati alla rappresentanza faranno sì che il 60-70 per cento del consiglio provinciale sia una fotocopia di quello del comune capoluogo. Una legge che penalizza le periferie, i piccoli. E facilità i giochetti, gli accordi a tavolino».

Non starà pensando anche lei, come Bellumori, di votare le civiche?

«Io lo sono davvero civico ma, obtorto collo, rispetterò quei partiti, ma soprattutto quelle persone, che mi hanno dato una mano alle ultime amministrative. Certo, mi piacerebbe in futuro essere più ascoltato, per esempio quando mi rivolgo alla Provincia per le condizioni in cui versano alcune strade del comprensorio in cui vivo e faccio il sindaco. Queste cose le ho dette in modo molto chiaro anche a Vivarelli Colonna».

Lei rivuole le Province come erano prima?

«Era meglio il voto diretto dei cittadini. Avevamo interlocutori certi e responsabilizzati. Quella della Provincia è una pessima riforma che penalizza i comuni minori. Senza contare che l’ente è stato svuotato di deleghe e di soldi. Per tutti questi motivi, e solo per questi, sono rimasto fuori due anni fa e non mi sono ricandidato a questa tornata». —

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