Il Tirreno

Grosseto

«Solo noi a preoccuparci dei lavoratori»

Giulia Sili

Scarlino Energia rompe gli indugi dopo la sentenza del Consiglio di Stato e se la prende con i sindaci del fronte del no

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Dopo l’uscita della sentenza emessa dal Consiglio di Stato, Scarlino Energia si era chiusa nel silenzio. Oggi, dopo una lunga riunione del Cda, arrivano le prime parole che si scagliano come pietre contro chi è da sempre stato contrario alla riapertura dell’impianto. «La sentenza del Consiglio di Stato – dice Scarlino Energia – pubblicata lunedì scorso nel merito dei ricorsi presentati dai comuni di Follonica e Scarlino, lascia l’amaro in bocca alla società che gestisce l’impianto di termovalorizzazione e di trattamento rifiuti liquidi del Casone. Il dispositivo parrebbe netto e perentorio e comporta in ogni caso uno sforzo enorme da parte del management e dei soci per valutarne tutte le conseguenze, sia sul piano economico che occupazionale».

Il Consiglio di amministrazione si è riunito ieri pomeriggio per una prima valutazione degli effetti del dispositivo, dando mandato ai propri legali e consulenti per una approfondita esamina della sentenza al fine di potersi riconvocare i primi di febbraio prossimo e cominciare a discutere nel merito e per convocare l’assemblea dei soci. «Al momento – commentano – qualsiasi interpretazione degli effetti del giudizio amministrativo sono prematuri e inopportuni».

Le parole più dure sono per i sindaci di Scarlino e Follonica e per tutti coloro che si sono schierati contro la riapertura dell’inceneritore della Piana: «In ogni caso, dato che in questo momento in molti si agitano sulla scena politica per manifestare solidarietà ai nostri lavoratori, ricordiamo che gli unici che hanno sempre garantito una soluzione occupazionale (ed uno stipendio) ai dipendenti, in tutti questi anni di fermo impianto, sono stati proprio i vertici di Scarlino Energia Spa. Da anni – continuano – si sono riempite le pagine dei giornali con proclami sulla necessità di trovare soluzione alternative all’incenerimento ma ad oggi non solo non è stata posata nessuna prima pietra, ma non è dato sapere neppure il chi, il dove, il come, il quando e il quanto. Con le parole i nostri dipendenti non mangiano. Con le parole i rifiuti non spariscono».

Era stato proprio il diretto dell’impianto Michele Stretti a parlare della necessità di un impianto di smaltimento rifiuti in occasione dell’incontro organizzato dalla Cisl Femca per discutere del futuro del polo chimico del territorio. «Non c’è nessuna incertezza, quell’impianto ripartirà», aveva esordito il presidente Moreno Periccioli. Il sindaco di Follonica, da subito interessato a trovare una soluzione al problema occupazionale, era stato però chiarissimo: L’impianto di Scarlino Energia – ha detto Benini – non fa parte del presente e mi auspico che non farà parte nemmeno del futuro del territorio, su questo porteremo avanti il nostro impegno, con coerenza, forza e con la determinazione necessaria. In un territorio che presenta evidenti criticità ambientali non possiamo permetterci l’apertura di un impianto che non dà nessuna garanzia, per le evidenti insufficienze impiantistiche e per la salute dei cittadini».

La volontà delle amministrazioni di Follonica e di Scarlino è proprio quella di risolvere quanto prima il problema dei lavoratori. —

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