Sicurezza
Nessuno stupore per lo stop «Ora serve concertazione»
Il segretario Fè era stato tra i promotori dell’incontro sul polo chimico: il tavolo a sostegno dei dipendenti è aperto da più di un anno
scarlino. Dopo alcuni giorni di riflessione anche la Femca Cisl ha scelto di parlare della sentenza della Consiglio di Stato che ha dato il colpo di grazia alla riapertura del cogeneratore di Scarlino.
L’organizzazione sindacale si dice preoccupata per il futuro dei quaranta dipendenti che oggi si trovano a fare i conti con ammortizzatori sociali esauriti e la necessità di una nuova occupazione. «C’è preoccupazione per il futuro dei lavoratori – dice Gian Luca Fè, segretario generale Femca Cisl – la sentenza di fatto potrebbe sancire la fine di un percorso, e dico potrebbe perché non so se Scarlino Energia deciderà di tentare altre strade di ricorsi o approfondimenti. Non mi sento di dire con certezza è finita la storia».
E Fè continua: «Tengo a precisare che un tavolo in Regione è già aperto da più di un anno e abbiamo fatto diversi incontri anche quando si parlava di autorizzazione e c’è interesse affinché si aggiorni».
Femca precisa poi che «il sindacato dovrà assolutamente essere dentro questo percorso». «I dipendenti di Scarlino Energia sono persone con professionalità, competenze e lavorano per dodici mesi l’anno – dice Fè – Non ci accontenteremo. La ricollocazione deve essere in continuità reddituale e nell’ambito territoriale». Sulla sentenza Fè non si sente sorpeso: «Non posso dire che sia un fulmine a ciel sereno – continua il segretario – ma sembravano esserci dei presupposti diversi. Credo proprio che in questa vicenda non ci siano vinti o vincitori. I dipendenti ad oggi hanno terminato gli ammortizzatori sociali ed è necessario studiare bene cosa ne sarà del loro futuro e capire lo scenario che si prospetta di fronte».
Femca pensando ai lavoratori sperava in una ripartenza e di fronte alla novità punta alla risoluzione anche grazie al tavolo già aperto in sede regionale.
Proprio il sindacato la scorsa settimana aveva organizzato un incontro a Follonica nel quale erano stati invitati tutti i rappresentati del polo chimico della zona; tra questi anche i rappresentanti di Scarlino Energia che soltanto pochi giorni fa erano certi della riapertura che non è stata autorizzata. — G.S.
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