Lutto
Pioggia di consensi (e qualche distinguo) per il ritorno di Perugini nel M5s
Una valanga di messaggi dagli attivisti per il cofondatore Gori non ribatte ma su Facebook non rinuncia alla stoccata
«Adesso è il momento di ritornare ad essere il MoVimento 5 Stelle». «Tante persone ritorneranno e finalmente si lavorerà come si voleva fare». «È importante fare in modo che i cittadini riprendano ad essere centrali nelle scelte. Aria nuova! Occorre riaprire, anzi spalancare, porte e finestre». All’indomani dell’annuncio del suo ritorno in campo, Emanuele Perugini, cofondatore del meetup grossetano del M5s, viene accolto con un caloroso abbraccio fatto di oltre un centinaio di commenti al suo post su Facebook dove riporta l’intervista – rilasciata ieri al Tirreno – in cui, dopo due anni di silenzio, spiega il perché delle sue dimissioni da consigliere e vicepresidente del consiglio e si dice pronto a rimettersi al lavoro. A un osservatore esterno l’impressione è che le sue parole di chiarimento e presa di distanza dall’attuale leadership abbiano avuto l’effetto di una deflagrazione. Che abbiano dato sfogo a un malcontento sopito da tempo. Perugini del resto è stato molto esplicito nel criticare la leadership dell’altro cofondatore, Giacomo Gori, e ha apertamente criticato la decisione di quest’ultimo (e dei quattro consiglieri in carica) non solo di votare alle Provinciali, ma perfino di dare appoggio esplicito a una lista civica. Tutte decisioni che Perugini trova lontane dallo spirito del M5s.
Alcuni, tra i suoi sostenitori auspicano – va registrato – un riavvicinamento con Gori, un dialogo non conflittuale tra i due confondatori e nuova fase di lavoro insieme. C’è anche chi non risparmia critiche dure e rinfaccia a Perugini di aver taciuto per due anni. Moltissimi, però, sono dalla sua parte.
Giacomo Gori, intanto, fa sapere di non voler rilasciare dichiarazioni. Unica reazione è stato, ieri mattina, questo post pubblico apparso sul suo profilo Facebook: «L’ex consigliere, eletto vice presidente del consiglio comunale di Grosseto grazie all’accordo con Lega e Forza Italia, ha ufficialmente iniziato la campagna elettorale sotto il segno del più classico e politicante modo di fare: denigrare». Le elezioni a cui fa riferimento sono le amministrative di Grosseto del 2016.
Perugini va comunque per la propria strada. E, rispetto al voto che Gori ha annunciato a favore di Civiche di Maremma, ribadisce che le regole del M5s sono chiare: sono sempre i cittadini a eleggere i propri organi legislativi e amministrativi (mentre per le Provinciali votano consiglieri e sindaci) e non si fanno accordi, compromessi, candidature in cambio di voti. «Ritengo che la situazione politica locale sia ben diversa da quella nazionale – dice Perugini – e sentirsi “legittimati” a “siglare un contratto programmatico” con altre forze politiche “trovando assoluzione” nel fatto che il Movimento 5 Stelle per poter attuare quelle riforme necessarie, abbia instaurato un rapporto collaborativo con un altro partito è inaccettabile». —
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