Attenzione
Bellumori: "Il Pd mi cerca solo quando gli servo. Ecco perché appoggio i civici"
Il sindaco di Capalbio (Pd) annuncia che non sosterrà il partito: "Nessuno mi ha interpellato. Mi hanno deferito ai garanti? Non mi fa paura"
CAPALBIO. Se fino a qualche giorno fa le elezioni provinciali suscitavano poco entusiasmo – forse per il ruolo sempre più depotenziato di questo ente, forse per il coinvolgimento solo degli “addetti ai lavori” senza la partecipazione dei cittadini – nelle ultime ore si stanno trasformando in grossi mal di pancia non solo per il Movimento 5 stelle, ma anche per il Pd.
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Tra i sostenitori e firmatari della lista “Civiche di Maremma”, che si presenterà con capolista Rinaldo Carlicchi (Passione per Grosseto) e il sostegno di Maremma Migliore e M5s, c’è anche Luigi Bellumori, primo cittadino di Capalbio, iscritto al Partito democratico, ma con un’innata indipendenza di pensiero e un consenso personale più volte dimostrato sul campo. Bellumori da tempo è critico nei confronti del suo partito e del segretario provinciale Gesuè Ariganello. Questa è un’altra occasione in cui dissente apertamente.
È vero che è stato di nuovo deferito ai garanti del Pd?
«Non credo. Non ho ricevuto comunicazioni in questo senso. Voglio sperare che siano solo voci, ma, se lo dice lei, qualcuno ci starà sicuramente pensando. O quantomeno divulgano queste stron... pensando di mettermi paura (ride). Ecco, a questi rispondo che nella vita ho incontrato altri problemi per i quali non passare giornate e notti serene».
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Due anni fa Bellumori risultò a sorpresa il più votato alle Provinciali. Ora, però, il Pd decide di escludere (con una regolina dell’ultimo minuto) i sindaci che stanno per concludere il secondo mandato. E l’unico è lei…
«A pensar male si fa peccato… Due anni fa intercettai un voto trasversale da diverse realtà della provincia, che forse avrebbe fatto comodo anche oggi. Comunque la candidatura non mi cambiava la vita. Semplicemente, mi sarebbe piaciuto essere coinvolto e di certo avrei accettato. Hanno deciso in un altro modo. Amen. Sarebbe paradossale se il Pd arretrasse di un consigliere nonostante l’Argentario».
Si dice che lei è ancora arrabbiato per non aver potuto fare, due anni fa, il vice di Vivarelli Colonna.
«No, a me le arrabbiature passano alla svelta. È vero invece che il mio nominativo, stante all’epoca la parità di consiglieri assegnati alle due coalizioni, centrodestra e centrosinistra, fu proposto dal presidente Vivarelli Colonna come vice, ma il partito rifiutò, sprezzante, questa apertura al dialogo. Ci rimasi male. Fu un errore, l’ho detto più volte; comunque mi adeguai all’indicazione che venne da via Svizzera e in particolare dal segretario».
La chiamano “la pecora nera”, “Gigino la peste”; possibile che lei non sia mai allineato?
«Non è vero. Alla fine, quando conta, mi allineo sempre. Il mio difetto è che ragiono con questa zucca e non ho problemi, se lo ritengo giusto, a dire e fare cose che imbarazzano qualche big del mio partito».
Come ha saputo che non sarebbe stato ricandidato?
«Non me l’hanno mica detto. L’ho scoperto da solo. All’approssimarsi della scadenza del mandato e dell’indizione delle nuove elezioni provinciali di secondo livello, ho saputo che il segretario aveva fatto un’esplorazione per conoscere le volontà dei consiglieri uscenti. Ecco, hanno dimenticato di sentirmi o forse non gli interessava. Probabilmente avranno fatto anche delle riunioni, su cui nessuno si è preoccupato di fare aggiornamenti. A questo punto ho ritenuto giusto dare una mano a Carlicchi, che comunque a Grosseto è un nostro alleato».
Anche nel 2015 si smarcò dal centrosinistra per aiutare Sabatini e firmò per lui.
«Esatto, lei ha buona memoria. Anche allora mi avevano fatto inc...».
Che contesta ai vertici Pd?
«Nutro tanti dubbi sulla capacità di taluni di fare strategie nelle realtà locali. E ne avremo presto conferma sui territori dove si andrà al voto. Inoltre vedo che chi dirige il Pd si accorge solo delle esuberanze di Bellumori. Esempio: faccio l’uscita per dire che i migranti a Capalbio vanno centellinati in base al numero dei residenti, che 50 tutti insieme sono troppi, e finisco sotto il fuoco amico. Un anno dopo leggo che un collega sindaco del Pd, sull’Amiata (Federico Balocchi, ndr), dice la stessa cosa, o peggio, e va tutto bene. Anzi, quasi gli battono le mani. C’è una modalità bicefala nel valutare i profili. Ne ho preso atto. Ariganello mi considera solo a giorni alterni, quando fa comodo a lui e mai in mio favore. Ma io gli voglio bene lo stesso».
Il Pd, ieri sera, ha smentito che Bellumori sia stato segnalato ai garanti per questa fuga in avanti. «Al momento non ci sono atti in questo senso – dice Ariganello – ma non posso escludere che nei prossimi giorni vengano presi provvedimenti. Sì, mi sono arrabbiato, perché le dichiarazioni del sindaco di Capalbio destabilizzano e non sono veritiere». —
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