Finanza
Il Monte dei Paschi e il “ratto” romano e sovranazionale
Domani si presenta all’Accademia dei Rozzi a Siena il lavoro documentario di Pier Paolo Fiorenzani edito dall’amiatina Effigi
il libro
Domani si presenta a Siena, all’Accademia dei Rozzi nella sala della Suvera, alle 18, il lavoro di Pier Paolo Fiorenzani “Tracce di Comune, di Provincia e di Monte dei Paschi di Siena - per non dimenticare”, edito dall’amiatina Effigi, fatti e misfatti, scelte e colpe precise di uomini delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo più variegato, gruppi di affari, faccendieri e personaggi di varia umanità.
Tracce raccontate e commentate a mo’ di doculibro, ovvero accompagnate da documenti e ritagli di cronaca giornalistica.
«A prescindere dalla consecutio temporum – commenta l’autore – si tratta appunto di tracce che spetta al rigore della ricerca e della storia. Con metodo eticocronistico si vuole sollecitare ogni più oggettiva valutazione, per salvare almeno il futuro».
Gustose e pungenti “chicche” separano i capitoli dedicati al Comune di Siena e alla massacrata amministrazione provinciale da quelli sul Monte dei Paschi, per alleggerire il confronto-scontro politico. Inoltre una prima appendice rendiconta i risultati dell’impegno assessoriale dell’autore svolto sempre in esclusivo spirito di servizio alla città. «Poiché le più grosse “fregature” in danno di Siena vengono sempre perpetrate nei giorni di Palio, quando la febbre dell’attesa cresce e distrae», chiosa l’autore.
“Le Tracce di Monte dei Paschi” premettono il fatidico 14 agosto 1995, quando la Banca è stata trasformata in spa, e sviluppano poi certi passaggi temporali dello scippo del Monte, che avrebbe, secondo l’autore, radici antiche e responsabilità attuali. Riconosce ciononostante l’importanza del dovuto intervento statale, fino ai decreti del Tesoro dell’agosto 2017, che diventa azionista largamente maggioritario della ex Banca di Siena.
La documentata cronaca, la cui tragedia attraversa gli anni ’90 e oltrepassa i primi tre lustri di questo nuovo secolo, mette a nudo colpe e reticenze di un articolato e sistematico disegno – romano e sovranazionale – di “desenesizzazione” del Monte.
Il lavoro di Fiorenzani si conclude con significativi brani tratti dai suoi interventi nelle assemblee di Monte dei Paschi spa. — F.B.
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