Il Tirreno

Grosseto

i centri di accoglienza  

«Che ne sarà dei rifugiati di Gavorrano?»

Giulia Sili

L’Unione comunale del Pd esprime preoccupazione «Saranno sbattuti fuori una volta che non sarà riconosciuto lo status»

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«Che ne sarà degli attuali rifugiati rimasti ospitati nella frazione della Castellaccia e Gavorrano capoluogo? » si chiede l’Unione comunale del Partito democratico.

Il partito spiega infatti che «gli stranieri espulsi dai centri di accoglienza come quelli della Castellaccia e di Gavorrano non saranno rimpatriati. Una volta che non sarà loro riconosciuto lo status di rifugiati – dice l’unione – verranno sbattuti fuori senza un documento di identità, copertura sanitaria, lasciati soli e allo sbando, in una terra che non li riconosce, non li integra, non li accoglie, con l’alto rischio di gettarli tra le mani della malavita per cercare di sopravvivere. Tutto questo, in un territorio come quello di Gavorrano con piccole frazioni isolate».

La preoccupazione è dovuta al nuovo decreto Sicurezza entrato in vigore lo scorso 4 dicembre e oggi, secondo il Pd di Gavorrano, la strada da seguire è quella dell’accoglienza diffusa. «È necessario che il Governo ascolti i Comuni – dice il partito gavorranese – e che corregga le storture previste dal decreto e prenda esempio dalle buone pratiche d’integrazione diffuse nel territorio nazionale che, se gestite in concerto tra prefettura e Comuni, non possono che produrre benefici con prevedibile ricaduta sull’intera collettività».

Proprio per questo l’Unione comunale è intenzionata a presentare una mozione da discutere in consiglio comunale dove viene espressa la contrarietà del Comune di Gavorrano «verso questo sciagurato decreto e che dichiari pieno appoggio dell’amministrazione al ricorso presentato dalla Regione Toscana innanzi alla Corte Costituzionale, dai noi totalmente condiviso».

Nel giudizio dell’Unione comunale Pd di Gavorrano, «la sicurezza si costruisce creando lavoro, benessere e coesione sociale, con l’attenzione volta alle periferie e ai luoghi più isolati, promuovendo forme di aggregazione, di socializzazione, di vita degli spazi comuni. Al contrario – proseguono – l’attuale governo nazionale ha ben visto di tagliare i fondi destinati ai progetti di riqualificazione, già stanziati dai governi Renzi e Gentiloni». Il partito si dissocia poi dalle richieste di appoggio fatte dall’opposizione riguardo al gruppo di controllo del vicinato: «Nella richiesta traspare l’evidente matrice politica ed il relativo scopo utilitaristico e propagandistico.

Il Pd sosterrà con forza l’amministrazione comunale, in tutte le iniziative volte a sensibilizzare il cittadino sulla necessità di inclusione, di aggregazione, di riqualificazione degli spazi abbandonati e rispetto dei luoghi comuni».

E così concludono: «La convivenza non si realizza con la propaganda di odio che caratterizza l’azione del Governo giallo–verde, ma si favorisce, piuttosto, attraverso la programmazione, l’inclusione e la coesione: misure evidentemente sconosciute al ministro dell’Interno e ai suoi collaboratori». —

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