Il Tirreno

Grosseto

l’udienza 

Arrestato per la droga, piange in aula: agente gli procura i calzini

F.G.

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grosseto. È scoppiato a piangere in aula, davanti al giudice Marco Bilisari. Nell’aula d’assise del tribunale si è presentato con gli stessi vestiti che aveva addosso quando è stato arrestato dagli uomini delle volanti in via Alfieri, dopo un inseguimento. E subito è scattata, tra gli agenti della questura, una piccola gara di solidarietà nei confronti di Nabil Zhawi, l’uomo di 34 anni originario del Marocco arrestato per spaccio e resistenza con lesioni nei confronti dei poliziotto. «C’è stata un’agente della questura - dice l’avvocato Rccardo Guerra - che si è preoccupata di trovare un paio di calzini per l’uomo arrestato e un altro invece che ha cercato un giubbotto più pesante da fargli indossare. Quando ci si trova di fronte a persone che rischiano la vita ogni giorno, nel fare il loro lavoro e che dopo aver arrestato un uomo si comportano così, la consapevolezza che ci sia ancora tanta umanità, ci dà la forza di andare avanti».

Nabil Zhawi ha patteggiato una pena di 9 mesi di reclusione con pesa sospesa: è quindi tornato libero, dopo aver passato una notte in carcere. Per tutta l’udienza è rimasto con gli occhi bassi, senza dire nulla. Ha pianto, di fronte al giudice.

L’uomo è arrivato a Grosseto da Salerno ed è senza fissa dimora. Dorme in una delle tante case abbandonate alle porte della città, nel degrado più totale. Quando la polizia lo ha fermato, dopo essere fuggito e dopo aver gettato contro un poliziotto la sua bicicletta, aveva con sé dieci grammi di cocaina e un bilancino di precisione per preparare le dosi. Droga che qualcuno gli ha fornito perché venisse venduta in città.— F.G.

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