Sicurezza
Colpo grosso al Caseificio: rubate migliaia di forme
Il formaggio era conservato nelle celle di stagionatura dell’impianto alle Fratte: danni per centinaia di migliaia di euro
Sono migliaia e migliaia le forme di formaggio stagionato sparite in un colpo solo dalle celle di stagionatura del Caseificio di Sorano che si trova alla Fratta, sulla provinciale che collega Sorano a San Quirico. Un danno ancora incalcolabile per il caseificio che era pronto a farlo arrivare sui banchi dei supermercati della provincia, con il suo inconfondibile marchio. A portare via tutte quelle forme non è stato un super goloso: sono stati i ladri, arrivati sulla provinciale ben organizzati. Sapevano cosa prendere e sapevano anche dove andarlo a prendere e come portare via tutto quel pecorino.
Un colpo che significa per l’azienda centinaia di migliaia di euro di perdita e il grande rammarico di non avere, per mesi, formaggio stagionato.
A confermare che quel furto è un vero e proprio dramma per il Caseificio è il presidente Luciano Nucci. «Un colpo gravissimo per noi - spiega - Stiamo ancora facendo il conto manuale delle perdite, per cui non possiamo sapere quante forme ci sono state rubate. Sappiamo solo che il danno è ingentissimo: si tratta infatti di migliaia e migliaia di forme di formaggio. E soprattutto ci hanno svuotato le celle di tutto lo stagionato meno una, quella che si trova in fondo allo stabile del caseificio, a cui non sono arrivati. Ci vorranno mesi per poter ricostruire le scorte».
Il furto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica mattina, quando sono arrivati i furgoncini a caricare le forme di formaggio da distribuire nei negozi.
«I ladri – spiega Nucci – dovevano sapere i nostri orari e hanno agito di conseguenza. Le maestranze del caseificio smontano il sabato alle 13 ma nel pomeriggio in ufficio torna un impiegato che resta al lavoro per la fatturazione fino alle 19. A quell’ora era tutto a posto: non ci resta che pensare che il furto si sia consumato fra la sera di sabato e la prima mattina di domenica. Ovviamente è impossibile stabilire a che ora, esattamente, i ladri siano entrati in azione. Quello che è certo è che hanno avuto a disposizione diverse ore, tra le 19 di sabato e domenica mattina».
Ad accorgersi del colpo grosso al Caseificio di Manciano sono stati i dipendenti che domenica mattina, intorno alle 10 sono andati ad aprire lo stabilimento per permettere agli autisti dei camion di caricare le forme di pecorino sui loro camion per poter poi partire la domenica sera e trasportare la merce ai clienti.
I ladri, per entrare all’interno del Caseificio di Sorano hanno scassinato il cancello principale e poi una volta dentro, hanno forzato una ad una le porte delle celle dove si conserva il formaggio. Un lavoro da professionisti. «Hanno puntato sulle forme di formaggio stagionato – prosegue Nucci – e hanno portato via anche quelle assai pregiate, già confezionate in scatole di legno apposite di Gran Sorano, la nostra eccellenza. La stragrande maggioranza del formaggio stagionato trafugato è senza etichetta, ma hanno rubato, mi pare, anche le etichette. Il furto riguarda tutte le tipologie dei nostri formaggi, il pecorino di Sorano e il Pecorino Città del Tufo e altri. Sono scomparsi, però, con le forme senza etichetta, anche dei carichi già etichettati e preparati per le consegne. Di quanto avevamo di stagionato, hanno lasciato solo il formaggio contenuto nell’ultima cella dove avevamo avviato la stagionatura, ma ancora il prodotto non è pronto. Noi, per avere di nuovo forme stagionate dovremo attendere mesi. Naturalmente non hanno portato via la ricotta», osserva amaramente Nucci.
Non appena scoperto il furto, sono stati allertati immediatamente i carabinieri che hanno dato il via alle indagini di rito. E forse c’è chi ha visto qualcosa: pare infatti che qualcuno che passava nei pressi del caseificio, durante la notte, abbia visto un bilico fermo: «Sicuramente hanno riempito il bilico col nostro formaggio - dice ancora il presidente Nucci - I ladri hanno rubato anche un’automobile da un’officina adiacente al caseificio, che però è stata ritrovata poco lontano. Probabilmente avevano pensato che avrebbero potuto usarla per una rapida fuga nel caso fossero stati scoperti». Al momento le indagini sono in corso a ritmi serrati, mentre nel caseificio si continua a fare la conta delle forme mancanti per quantificare il pesante danno subito. Un danno che non permetterà al pregiato formaggio di arrivare sugli scaffali dei negozi e dei supermercati per un po’ di tempo: fatto salve quello che era conservato nell’ultima cella di stagionatura, al Caseificio ora c’è solo prodotto fresco che avrà bisogno di mesi prima di essere pronto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
