Il Tirreno

Grosseto

la grande opera 

Il ponte sull’Ombrone è finito ma non sarà ancora inaugurato

Giovanna Mezzana
Il ponte ippociclopedonale sull'Ombrone
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Il ponte ippociclopedonale sull'Ombrone

Del cantiere restano solo  due reti metalliche per impedire  l’accesso. Per il taglio del nastro  bisognerà attendere la fine  dei lavori per la pista ciclabile

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GROSSETO. Maestoso e avveniristico: guardare il ponte sull’Ombrone da Pian di Barca – ma anche dall’argine opposto, cioè dalla strada della Spergolaia – è ormai davvero uno spettacolo. Anche perché la maxipasserella ippociclopedonale (cioè per cavalli, ciclisti e pedoni) è completamente terminata. Tant’è che il grande ponte che unisce le due sponde del fiume dei grossetani doveva essere inaugurato a fine dicembre: con un grande evento, aveva annunciato in autunno l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale. E invece no: bisognerà attendere ancora un po’.

Per il momento se ne godono la vista soprattutto i pescatori della domenica, che prendono posto “ai suoi piedi” per lanciare le esche in acqua, mentre l’aspettativa dei cittadini cresce. «Ma cosa aspettano ad aprirlo?» scrive, per esempio, un grossetano di commento alle belle foto-cartolina del ponte postate da Umberto Bambi, il custode del genius loci di quelle sponde, il guru della canoa che – roccastradino di Capannacce, classe 1936 – sono più di trent’anni che accompagna turisti, scolaresche e vip sul pelo dell’acqua dell’Ombrone pagaiando per loro.

Il Tirreno ieri si è recato a Pian di Barca. Arrivando nel grande spiazzo che scivola verso il futuribile ponte non c’è più alcuna traccia del cantiere. C’è solo una rete di ferro – fermata con lucchetti alla grande struttura – che impedisce che qualcuno si faccia prendere dall’incontenibile voglia di attraversarlo: magari in auto o con lo scooter quando invece il ponte è carrabile solo per i mezzi del soccorso e dell’emergenza; per evitare trasgressioni è prevista infatti l’installazione di occhi elettronici. Una rete metallica gemella c’è anche sul versante opposto, lato Spergolaia.

E si scopre che è intenzione dell’Amministrazione comunale tagliare il nastro di quella modernissima passerella – che cicatrizzerà la storica ferita che c’è tra la bassa Maremma e il nord – solo quando sarà ultimata la pista ciclopedonale che dovrà unire il cuore cittadino con Pian di Barca e – grazie al ponte – con il Parco della Maremma. Insomma, bisognerà aspettare ancora.

Il Tirreno saluta il ponte. E tornando indietro, ad una cinquantina di metri dallo stop per riprendere la strada della Trappola, sulla destra, c’è l’imbocco della pista ciclabile. Qui i lavori sembrano essere avanzati di molto negli ultimi mesi: almeno fin a dove l’occhio riesce ad aguzzare la vista, l’argine appare già tutto battuto (di un terriccio di colore arancio-ocra). È presumibile, dunque, che con la primavera si possa stappare lo spumante. —
 

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