La manifestazione
«Barontini non aveva aggravato il dissesto»
grosseto. Di Andrea Barontini, amministratore di Abbigliamento Grosseto tra il dicembre 2012 e il giugno 2013, il gup Marco Mezzaluna dice: «Un lasso di tempo così breve che di per sé rende assai arduo ipotizzare a suo carico la sussistenza delle condotte che gli vengono addebitate in concorso con gli altri amministratori che si sono succeduti». Anzi, «non si comprende come possa aver aggravato il dissesto della società ritardando la richiesta di fallimento, tanto più che non appena preso atto della situazione ha tempestivamente depositato la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo, evidenziando in tal modo lo stato di crisi della società». «Tutte le offerte di acquisto sono intervenute successivamente alle dimissioni di Barontini dalla carica di amministratore unico» e dunque Barontini è ritenuto estraneo all’accusa di aver fatto volontariamente fallire le trattative di acquisto.
Infine: Movies non avrebbe avuto i mezzi per far fronte al contratto di affitto di azienda stipulato con Abbigliamento Grosseto nel 2008, era l’accusa. Ma il canone era di 150mila e il capitale sociale di 650mila. Inoltre Monte dei Paschi, Regione Toscana e Fidi Toscana avevano supportato il progetto di acquisizione Mabro. «Tutto il settore bancario era ampiamente favorevole all’operazione» finalizzata anche a salvaguardare i posti di lavoro. «Questi dati non consentono di ritenere che alla data del contratto la società non possedesse mezzi finanziari più che solidi per procedere all’operazione». — P.S.
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