Il Tirreno

Grosseto

politica: verso le provinciali 

Il M5s grossetano ribadisce «Votare è un nostro diritto»

Gabriele Baldanzi
Il M5s grossetano ribadisce «Votare è un nostro diritto»

Il meetup del capoluogo ha confermato la decisione di partecipare alle elezioni: "Di fronte alla possibilità di essere l’ago della bilancia non potevamo sottrarci"

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GROSSETO. Il Movimento 5 stelle di Grosseto tira dritto e ribadisce la scelta di campo annunciata nei giorni scorsi dal Tirreno: l’alleanza con le Civiche di Maremma. I quattro consiglieri comunali del capoluogo – Gianluigi Perruzza, Daniela Lembo, Francesca Amore e Antonella Pisani – hanno già firmato la lista che fa capo a Rinaldo Carlicchi e alle prossime elezioni provinciali ( si vota il 10 febbraio) daranno la loro preferenza – pesante, per i coefficienti – al terzo polo, aggregazione alternativa che intende gli equilibri di forza nella nuova assemblea. Non si torna indietro.

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Uno strappo coraggioso, con pochi precedenti a livello nazionale. La decisione è stata assunta insieme agli attivisti pentastellati del meetup cittadino e apre uno scenario nuovo, forse unico in Italia. Centrosinistra e centrodestra, a differenza di quanto accaduto due anni fa, avranno un altro avversario con cui misurarsi e non potranno più dividersi il bottino, i dieci posti in consiglio.

Il progetto “Civiche in Movimento” raccoglie le istanze delle molteplici esperienze civiche presenti in tutti i comuni della provincia, ma soprattutto abbraccia in toto il programma dei cinquestelle su strade, scuole, ambiente, cioè le competenze che sono rimaste in capo alla Provincia di Grosseto dopo la riforma Delrio.

Il voto dei quattro consiglieri grillini, più quello di Carlicchi e di Francesca Pepi, consentirà l’ingresso di almeno un membro delle civiche in Provincia. Poi ci sono i comuni periferici…

«Le province – dice il leader Giacomo Gori (ma lui non vuole lo si definisca così) – sono state molto ridimensionate, ma gestiscono comunque 20 milioni all’anno di soldi dei cittadini. Non controllare come viene speso questo denaro secondo noi è tradire gli elettori del M5s, è tradire il mandato. Per questo abbiamo deciso di partecipare con un progetto politico vero e proprio, che ci consentirà di eleggere dei rappresentanti a palazzo Aldobrandeschi e di poter magari orientare le politiche dell’amministrazione provinciale».

Secondo il meetup grossetano, non ci sarebbero controindicazioni o obblighi da rispettare se non quello della candidatura. «L’unico divieto che impone il Movimento – conferma Lembo – riguarda l’andare in lista e noi infatti non ci candidiamo. Esercitare il diritto di voto, che è costituzionalmente riconosciuto, non credo verrà messo in discussione dal M5s, che fa della partecipazione attiva il suo punto cardine».

«Di fronte alla possibilità concreta di essere l’ago della bilancia e di portare a casa dei risultati per i cittadini – aggiunge la consigliera Amore – non potevamo tirarci indietro. Con Carlicchi, che è uomo libero, abbiamo già parlato anche della collaborazione futura e dell’impegno in consiglio provinciale. Ci confronteremo prima di ogni seduta del consiglio e decideremo sul da farsi seguendo in pieno quello che è il programma e il metodo del Movimento». D’accordo anche la consigliera Pisani: «Di fronte a una responsabilità così un consigliere comunale non può far finta di nulla. Noi non ci giriamo dall’altra parte». Stessa lunghezza d’onda per Perruzza: «Sappiamo cosa stiamo facendo. In fondo il M5s a livello nazionale ha fatto la stessa cosa costituendo un contratto elettorale con un’altra forza politica, la Lega». «Siamo convinti – chiosa Lembo – che qualche consigliere o sindaco, anche di altra estrazione, sosterrà questo progetto, che ci auguriamo possa diventare un modello. È ciò che è accaduto per il pioneristico accordo che nel 2016 stipulammo con il centrodestra. All’epoca sembrò una forzatura, un’eresia…». —
 

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