Sicurezza
«Cinghiale sbucato all’improvviso, mio marito salvo per caso»
La zona è nota per l’alta presenza di ungulati Il Comune aveva emesso un’ordinanza di cattura poi bloccata da un ricorso
GAVORRANO. Nel comune di Gavorrano l’ultimo incidente di una lunga serie è avvenuto venerdì sera tra Potassa e Bivio Ravi lungo la vecchia Aurelia, la strada con il più alto numero di incidenti, secondo i dati diffusi dall’Aci.
A causarlo è stato un cinghiale spuntato sull’Aurelia e che ormai - stando alle segnalazioni di chi transita - da anni rappresentano un rischio concreto per gli automobilisti. «Ieri sera (venerdì sera, ndr) - racconta un’abitante del posto - tra Potassa e Bivio Ravi mio marito, che alle 22,30 tornava da lavoro da Piombino, si è trovato di fronte uno dei tanti cinghiali che da anni ormai viaggiano indisturbati giorno notte».
L’uomo è uscito indenne dallo scontro con l’animale, ma dopo l’impatto l’auto è stata avvolta dalle fiamme ed è stato necessario l’intervento di vigili del fuoco e polizia. «Per fortuna lui sta benissimo e non si è fatto niente - continua la moglie - ma la macchina è andata completamente distrutta. L’animale era di un quintale».
La donna si è rivolta al primo cittadino Andrea Biondi chiedendo di fare qualcosa per risolvere la situazione. «Su quella strada potrebbe morire qualcuno – chiosa lei – Credo che sia necessario fare quel qualcosa».
La strada è ormai tristemente nota per i tanti incidenti causati dai cinghiali, e per impedire l’annoso problema il Comune di Gavorrano aveva emesso un’ordinanza di cattura, poi bloccata da un ricorso presentato al Tar della Toscana dall’associazione ambientalista Earth.
«Mi spiace molto dell’accaduto – spiega Biondi – anche perché conosco il problema avendo fatto subito dopo il mio insediamento delle riunioni con la polizia provinciale e la direzione veterinaria dell’Asl per il problema dell’eccessivo numero di cinghiali sulla strada Aurelia in zona Bivio Ravi – Basse di Caldana». Biondi si era impegnato con un’ordinanza sindacale che prevedeva un intervento di cattura degli animali da parte della polizia provinciale, con autorizzazione della Regione. «La mia ordinanza – spiega Biondi – è stata bloccata in via cautelativa da parte del Tar Toscana su ricorso di un’associazione animalista, pertanto l’intervento della polizia provinciale è stato solo parziale. In qualità di sindaco ho fatto quello che potevo fare, ovvero coinvolgere le autorità competenti ed emettere un’ordinanza sindacale per motivi di urgenza».
L’attesa in ogni caso sarà breve: l’udienza per il ricorso presentato dall’associazione nazionale ambientalista Earth – il cui scopo è quello di «intraprendere ogni attività culturale, sociale, politica e giuridica tesa alla promozione, all’attuazione e alla tutela dell’ambiente e delle risorse naturali» – è stata fissa per martedì prossimo. —
Giulia Sili
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