Sicurezza
«Casette sugli alberi da demolire» Il Tar dà torto a Irmgard e Ilario
Confermata la validità dell’ordinanza emessa nel corso dell’estate scorsa dal Comune per il villaggio abusivo sorto alle Lame
CALDANA. L’abuso edilizio c’è e quel piccolo villaggio, effettivamente un piccolo angolo di paradiso, costruito nel verde del bosco che circonda Caldana adesso dovrà essere demolito: a nulla è servito il ricorso al Tar presentato dai proprietari del terreno.
Quando sono arrivati in paese molti anni fa i coniugi Irmgard Thuma e Ilario Bertelli hanno deciso di realizzare diverse casette sugli alberi e varie piccole costruzioni sparse nel bosco, il tutto però senza mai richiederne i permessi. Così la scorsa estate il Comune di Gavorrano si è trovato di fronte ad uno dei più grandi abusi edilizi degli ultimi anni e subito è arrivata per i coniugi l’ordinanza di demolizione. I due anziani, entrambi ultraottantenni, non hanno mai sentito di essere dalla parte del torto e, nonostante l’ordine dal Comune, si sono sempre detti contrari alla demolizione, tanto da presentare un ricorso al Tar della Toscana.
Lo scorso 16 gennaio il tribunale ha però respinto la domanda di sospensione dell’atto impugnato e ha condannando Irmgrard e Ilario a rifondere le spese legali per mille euro.
I coniugi hanno trasformato il bosco in località le Lame in un piccolo villaggio unico nel suo genere trovando anche il modo di ottenere un guadagno dall’affitto delle casette: «Il Comune pretende che venga distrutto tutto – aveva detto Irmgard al Tirreno alcuni mesi fa – ma questo posto lo abbiamo fatto diventare veramente bellissimo; abbiamo le casette sugli alberi e un laghetto. Poi ci sono anche i cavalli, educatissimi. Da quando ci hanno consegnato l’ordinanza mio marito soffre: non vuole mangiare ed è molto triste. Lui è sempre stato di carattere fragile e una cosa del genere lo sconvolge. Io no, sono forte e combattiva».
Quelle delle Lame sono piccole case sugli alberi pensate per offrire un’esperienza diversa ai propri ospiti, non mancano poi una stalla per i cavalli, i gazebo e le case in legno disseminate nel verde della campagna gavorranese: Irmgard e il marito avevano messo molto impegno per realizzare il proprio villaggio nel bosco ma ora quello che è stato realizzato non potrà restare, anche perché non c’è possibilità di sanare quanto costruito illecitamente.
Inoltre quella di Irmgard Thuma e Ilario Bertelli non è neanche un’azienda agricola inserita nel registro delle imprese: i due avrebbero infatti operato come un agriturismo a tutti gli effetti senza averne il permesso. Per avere più visibilità i coniugi avevano anche realizzato un sito web dove veniva data la possibilità di prenotare una posto letto o una casetta sull’albero: per una settimana di soggiorno alle Lame la richiesta era di circa 650 euro.
Per loro adesso è arrivato il momento di mettere un punto sulla storia delle Lame: tutte le costruzioni dovranno essere demolite completamente e il bosco dovrà tornare al suo aspetto originario. —
G.S.
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