Il Tirreno

Grosseto

la questione gessi rossi 

Venator: «Allo studio soluzioni alternative»

G.S.

2 MINUTI DI LETTURA





follonica. Non solo in cava: i gessi rossi, materiale di scarto ottenuto dalla Venator di Scarlino durante il processo di produzione del biossido di titanio, possono trovare anche altri impieghi ed è proprio in questa direzione che vanno i nuovi investimenti. A parlarne dal palco del convegno “Polo Chimico – una risorsa da valorizzare per lo sviluppo del territorio” è stato l’amministratore delegato di Venator Francesco Pacini: «Le opportunità sono in due campi distinti e correlati – ha detto Pacini – una scelta strategica è quella di valorizzare il gesso impiegandolo in altri utilizzi e proprio per questo sono stati fatti studi in questi anni». Al di là dell’attuale utilizzo come ripristino in cava i gessi potrebbero infatti essere impiegati per attività diversificate e a questo fine l’azienda ha fatto un importante investimento che potrebbe portare alla lavorazione direttamente in sede. L’idea è infatti quella di installare all’interno della Venator degli impianti che possano trasformare il gesso per renderlo utile in vari altri settori dell’industria. Resta ovviamente la necessità di trovare una nuova cava da ripristinare dopo l’esaurimento di quella di Montioni perché al momento è impensabile la trasformazione totale dei gessi rossi prodotti dall’azienda. Sarà quindi necessario individuare quanto prima un nuovo sito di stoccaggio ma l’obiettivo della Venator è quello di impiegare il sito in minima parte, così da concentrarsi su quella che Pacini ha definito «valorizzazione del gesso». Difficile adesso capire dove i gessi andranno a finire: proprio sulla scelta del nuovo sito di stoccaggio è da tempo aperta una lunga discussione. — G.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa