La protesta
«L’inceneritore riaprirà in primavera» Scontro aperto tra azienda e Comuni
Al convegno sul polo chimico il sindaco di Follonica esclude l’impianto «dal nostro futuro». Ma Scarlino Energia tira dritto
«Non c’è nessuna incertezza, quell’impianto ripartirà»: sono queste le parole pronunciate ieri pomeriggio dal direttore di Scarlino Energia Michele Stretti sul palco del convengo “Polo Chimico – una risorsa da valorizzare per lo sviluppo del territorio”. Di fronte a lui una platea composta in gran parte da operai che non hanno risparmiato gli applausi. Il convegno, organizzato dalla Femca Cisl per parlare degli obiettivi dell’industria, è stato inevitabilmente l’occasione per affrontare lo scottante argomento della riapertura del termovalorizzatore di Scarlino e non è mancato l’imbarazzo, visto che all’incontro era presente anche il sindaco di Follonica Andrea Benini, da sempre notoriamente contrario alla riapertura dell’impianto di smaltimento dei rifiuti. «Abbiamo voluto coinvolgere le aziende legate a processi chimici e quindi la Nuova Solmine del gruppo Solmar, la Venator e la Scarlino Energia perché, anche se con caratteristiche diverse, hanno e possono avere legami e intrecci di attività per dare vita ad un’economia circolare», ha spiegato Gian Luca Fè, segretario della Femca Cisl Siena Grosseto. Benini, chiamato a fare i saluti iniziali, senza indugio ha messo bene in chiaro la propria posizione: «L’impianto di Scarlino Energia – ha detto – non fa parte del presente e mi auspico che non farà parte nemmeno del futuro del territorio, su questo porteremo avanti il nostro impegno, con coerenza, forza e con la determinazione necessaria. In un territorio che presenta evidenti di criticità ambientali non possiamo permetterci l’apertura di un impianto che non dà nessuna garanzia, per le evidenti insufficienze impiantistiche e per la salute dei cittadini».
Stretti e il presidente di Scarlino Energia Moreno Periccioli non si sono sottratti e hanno annunciato chiaramente che l’impianto ripartirà in primavera. Proprio per questo sono in fase di conclusione i colloqui per le ventuno nuove assunzioni. «Figli di un dio minore», così Stretti ha definito i lavoratori dell’impianto di Scarlino e si chiede: «Nonostante le autorizzazioni perché questa industria è un problema invece che una risorsa?».
«Andiamo a testa alta anche se è difficile – ha spiegato Periccioli – è difficile ascoltare un sindaco che mette in dubbio il lavoro delle istituzioni preposte a rilasciare le autorizzazioni». L’impianto che presto dovrebbe ripartire ha da sempre creato grandi dubbi circa la sua sicurezza e Benini, insieme al sindaco di Scarlino Marcello Stella, ieri assente, non ha mai nascosto la sua contrarietà: «La bellezza significa anche qualità della vita e della salute delle persone – ha detto il sindaco in apertura del convengo – Dobbiamo far sì che gli operatori economici e gli imprenditori si misurino con questa bellezza per generarne di nuova. Non voglio essere ipocrita: quell’impianto ha una fragilità impiantistica preoccupante che non può essere inserita nel nostro contesto. Dobbiamo guardare nel complesso alla salute e alla qualità della vita». —
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