Italia
In 10 ad Auschwitz per non dimenticare
Gli studenti del liceo saliranno sul Treno della Memoria Con loro le sorelle deportate e la figlia della staffetta
La partenza è dalla stazione Santa Maria Novella di Firenze, la destinazione è Oswiecim, in Polonia. Si sono preparati a lungo per sostenere emotivamente questa esperienza e domenica i dieci studenti follonichesi partiranno per un viaggio importante ed impegnativo: quello della Memoria. Ad accompagnarli la professoressa Graziella Poli.
Viola Sigismondi, Andrea Zocchia, Ilenia Codini, Sara Gianfaglione, Giacomo Cappellini, Aurora Silvestri, Gaia Bizzarri, Manuel Comander e Martina Tessari da domenica fino a giovedì visiteranno il campo di Auschwitz-Birkenau, il museo del campo e il museo storico. Incontreranno poi di persona i testimoni delle deportazioni.
Il viaggio stesso sarà un momento di riflessione: sul treno che porta in Polonia gli studenti potranno leggere il libro regalato dalla Regione dove sono conservate le memorie delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate ad Auschwitz ancora bambine, e di Marcello Martini, giovane staffetta partigiana della Resistenza toscana, deportato a Mauthausen a 14 anni. Sul treno insieme ai tanti ragazzi delle classi quinte di tutta la Toscana saliranno anche le Bucci e Silvia Rusich, figlia di Sergio, deportato politico al lager di Flossenburg. «Penso sia importante mantenere la memoria e sentire raccontare questa storia da chi l’ha vissuta in prima persona, è per questo che ho voluto partecipare a questo viaggio», dice Viola Sigismondi, 5F del liceo scientifico. «È un viaggio che ho sempre voluto fare – aggiunge Andrea Zocchia, anche lui 5F – sono ancora più contento di farlo tramite la scuola. Mi piace l’idea di fare il viaggio perché si va a toccare con mano il posto descritto sui libri come il modello di tutto ciò che di più brutto c’è nel mondo contemporaneo». Gli studenti sono entusiasti. «La nostra è l’età giusta per fare questo viaggio – dice Ilenia Codini, 5A liceo scientifico – Prima era visto come un dato oggettivamente tremendo, ora possiamo sviluppare un pensiero critico. Non è giusto fermarsi ai film o alle interpretazioni perché possono cambiare il punto di punto di vista delle persone. La Regione – aggiunge – ci offre una grande opportunità, non so se avrei trovato il coraggio di partire da sola». Per Giacomo Cappellini, 5C questa è il secondo viaggio della Memoria: «Questo viaggio lascia veramente il segno e ti fa rivivere quei momenti, torno perché credo sia importante per me». Non manca poi un po’ di timore: «L’ansia c’è – dice Gaia Bizzarri, 5B – è un’esperienza importante che sono convinta ci segnerà nell’animo. Parleremo con i testimoni e faremo con loro un viaggio tornando in quei luoghi. Un viaggio simbolico che avrà sicuramente un grande peso emotivo».
Per la professoressa Poli questa è invece la terza volta in Polonia per il viaggio della Memoria: «C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare da questa esperienza – dice – ogni volta lo sguardo si posa su qualcosa di nuovo, su qualche aspetto che non avevi preso in considerazione. Con i ragazzi affrontiamo la questione mesi prima per prepararci ma anche per analizzare con spirito critico quello che è il mondo di oggi». —
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