Sicurezza
Accorpamenti accolta la richiesta dei sindacati
grosseto. Arriva un segnale di distensione sul fronte del dibattito che si è aperto intorno alla geografia degli istituti scolastici progettata per il 2019/2020 dalle conferenze zonali dei sindaci e che punta a fondere e a scorporare scuole: dall’Argentario a Scansano. Cgil, Cisl e Uil erano insorti contro quei piani che erano “passati” un po’ in sordina senza che il mondo sindacale venisse interpellato. «Si tratta di scelte politiche che non tengono conto delle esigenze formative» e che «possono creare seri problemi per l’assegnazione e la sede di destinazione del personale scolastico e una probabile diminuzione di organico del personale Ata» avevano sostenuto i confederali.
Ieri c’è stato un incontro: con l’assessora comunale ai servizi educativi Chiara Veltroni, la consigliera provinciale con delega al settore scuola Olga Ciaramella (Lista Vivarelli Colonna Sindaco), Cristoforo Russo di Flp Cgil, Alfonso Nocchi di Cisl Scuola, Antonella Gedda, in rappresentanza della Uil. All’ordine del giorno c’erano il cosiddetto piano di dimensionamento della rete scolastica e gli spazi per gli istituti superiori. E i desiderata dei confederali sono stati accolti. «Abbiamo chiesto di fare un passo in avanti in termini di metodo – spiega Russo – L’obiettivo è: la partecipazione anche dei sindacati alle conferenze zonali per l’istruzione. E abbiamo richiesto che la Provincia si faccia carico dell’onere di coordinare la rete delle conferenze zonali perché non si proceda a compartimenti stagni bensì con una visione d’insieme». L’incontro è terminato con l’impegno da parte della Provincia di fissare un incontro con tutti i presidenti delle conferenze zonali (Colline Metallifere, Amiata, Colline dell’Albegna, Area Grossetana) i dirigenti scolastici e (preferibilmente anche) la dirigenza dell’Ufficio scolastico regionale.
«Abbiamo poi chiesto – conclude Russo – che si faccia un quadro della situazione demografica: si parla tanto dell’invasione da parte dei figli degli extracomunitari ma le scuole chiudono perché gli iscritti in effetti diminuiscono. Bisogna poi trovare una soluzione sul Cpa. E sulla questione degli spazi per gli istituti (di competenza della Provincia): non si può chiedere ai presidi di istituire il numero chiuso o di fare le lezioni pomeridiane». –
Giovanna Mezzana
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